Una perizia per accertare le cause della tragedia
di Mauro Lissia
Affidata a un tecnico la ricostruzione dell’incidente di martedì scorso a Cagliari In forse il risarcimento della famiglia, mancherebbe la copertura assicurativa
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CAGLIARI. Sarà una perizia tecnica a ricostruire il terrificante incidente di martedì scorso, quando il maxiscooter Honda 750 condotto dal trentaseienne Emilio Pozzolo ha travolto e ucciso il piccolo Daniele Ulver mentre si trovava sul passeggino spinto dalla madre, in via Cadello. La Procura ha affidato l’incarico a Francesco Marongiu, un ingegnere di grande esperienza nel campo. Basandosi su tracce, immagini fotografiche, testimonianze e l’esame del mezzo il consulente dovrebbe fornire al pm Ginevra Grilletti gli elementi di valutazione che mancano, su tutti la velocità cui andava Pozzolo quando - come lui stesso ha riferito alla polizia stradale e alla polizia locale - ha scartato a sinistra per superare un’automobile ferma sulla corsia di destra della carreggiata andando a travolgere il passeggino. Pozzolo ha spiegato di non aver visto che il passeggino spuntava dall’anteriore dell’automobile perché accecato dal sole: è probabile che il tecnico incaricato dalla Procura accerti anche le condizioni di visibilità in quel tratto della via alle 16, l’ora in cui si è verificata la tragedia. Non cambia in attesa degli esiti investigativi la posizione di Pozzolo: è indagato per omicidio stradale, fuga del conducente e omissione di soccorso ma non corre più il rischio di essere arrestato: l’intervento tempestivo del difensore, l’avvocato Riccardo Floris, l’ha salvato da guai peggiori perché se il giovane non si fosse consegnato quasi subito alla sede della Polizia stradale difficilmente sarebbe rimasto in libertà.
Ieri intanto il medico legale Roberto Demontis ha concluso il lavoro di ispezione sulla piccola salma e sullo scooter messo sotto sequestro: in alcuni punti dello scudo anteriore il medico legale ha trovato tracce di sangue. In attesa che il rapporto su questi aspetti dell’indagine finisca sulla scrivania del magistrato la polizia locale si prepara a notificare al proprietario della moto usata da Pozzolo un verbale per incauto affidamento: la sanzione fa riferimento al fatto che al trentaseienne responsabile dell’incidente era stata revocata la patente. Il proprietario dello scooter non lo sapeva o non ha tenuto conto del problema, in un caso o nell’altro ha sbagliato e la sua posizione potrebbe diventare complessa almeno sul piano civilistico. Non si tratta di un dettaglio secondario, perché l’assenza della patente in caso di incidente priva il mezzo della copertura assicurativa. In casi come questi entra il gioco il fondo di garanzia per le vittime della strada, sempre che ricorrano le condizioni necessarie per il risarcimento, che prevede un massimo di sei milioni e 70 mila euro.
In città intanto non si spengono le polemiche sul tema della sicurezza stradale e sulla frequenza degli incidenti mortali. Il sindaco Paolo Truzzu ha annunciato provvedimenti non solo su via Cadello.
Ieri intanto il medico legale Roberto Demontis ha concluso il lavoro di ispezione sulla piccola salma e sullo scooter messo sotto sequestro: in alcuni punti dello scudo anteriore il medico legale ha trovato tracce di sangue. In attesa che il rapporto su questi aspetti dell’indagine finisca sulla scrivania del magistrato la polizia locale si prepara a notificare al proprietario della moto usata da Pozzolo un verbale per incauto affidamento: la sanzione fa riferimento al fatto che al trentaseienne responsabile dell’incidente era stata revocata la patente. Il proprietario dello scooter non lo sapeva o non ha tenuto conto del problema, in un caso o nell’altro ha sbagliato e la sua posizione potrebbe diventare complessa almeno sul piano civilistico. Non si tratta di un dettaglio secondario, perché l’assenza della patente in caso di incidente priva il mezzo della copertura assicurativa. In casi come questi entra il gioco il fondo di garanzia per le vittime della strada, sempre che ricorrano le condizioni necessarie per il risarcimento, che prevede un massimo di sei milioni e 70 mila euro.
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