Basta con gli omicidi stradali, lettera a Mattarella
La morte del piccolo Daniele a Cagliari ha riproposto il tema. La testimonianza di Maria Grazia Carta, sassarese che ha perso un figlio investito e ucciso da un automobilista ubriaco
SASSARI. La chiama “pandemia senza vaccino”, perché non c’è una cura che possa alleviare sintomi e conseguenze. Il primo pensiero va a Ilaria, la mamma del piccolo Daniele, 15 mesi, travolto e ucciso sul passeggino mentre andava al parco a Cagliari. Ma davanti ai suoi occhi scorrono tanti visi di uomini, donne e bambini che non ci sono più. «Vittime di pazzi, di incoscienti che guidano ubriachi, drogati, che mandano messaggi con il telefonino, che corrono, che non guardano davanti, che disprezzano la vita degli altri. Omicidi impuniti, perché non ci sono controlli, non ci sono regole. Anzi, ci sono sempre meno poliziotti e divieti».
Ogni volta che qualcuno muore sulla strada, la ferita sempre aperta di Maria Grazia Carta ricomincia a sanguinare. Suo figlio Davide nel maggio del 2019 era stato travolto e ucciso a Roma da un automobilista ubriaco: Davide Marasco, nato a Sassari, aveva 32 anni, era padre di un bimbo e andava a lavorare come ogni notte in un panificio. Il dolore di Maria Grazia accomuna tuti i familiari di vittime di incidenti stradali. Riuniti in alcune associazioni, si battono per avere giustizia.
La vicenda del piccolo Daniele ha risvegliato ancora una volta rabbia e amarezza. In una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, firmata anche da cittadini di Cagliari che hanno perso i propri cari, fanno un appello urgente alle istituzioni: le stragi sulle strade devono essere fermate, basta alle vittime innocenti, come Daniele e tanti altri.
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