La Nuova Sardegna

La giornata contro lo spreco alimentare 

Coldiretti: buttiamo 7,4 miliardi di cibo

Coldiretti: buttiamo 7,4 miliardi di cibo

Operazione di sensibilizzazione nei banchetti di Campagna Amica

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Tutto il mondo ha celebrato ieri La Giornata nazionale contro lo spreco alimentare che, come ha sottolineato la Coldiretti Sardegna «mette a nudo le contraddizioni e le assurdità della nostra società. Un'onta per il pianeta che stride con i 690 milioni di persone che soffrono la fame e ben tre miliardi che non possono permettersi un’alimentazione sana». La Coldiretti ha aderito, con i banchetti di Campagna Amica, alla giornata contro gli sprechi e ha fornito una serie di dati che devono far riflettere. «Il problema – sostengono i vertici dell’organizzazione – riguarda tutta la filiera alimentare, dal campo alla tavola e per questo è difficile anche stimare il volume globale delle perdite e degli sprechi alimentari. Ma parliamo comunque di un fenomeno che cresce e che presenta numeri spaventosi». Secondo l’analisi Coldiretti su dati “Waste Watcher International” in media nella spazzatura degli italiani finiscono quasi 31 chili all’anno di prodotti alimentari per persona. Circa il 15% in più rispetto allo scorso anno per una valore complessivo di quasi 7,4 miliardi euro. Uno scandalo in una situazione in cui più dell’8% di tutta la popolazione italiana rischia la povertà alimentare nei prossimi mesi. Basti solo dire che tagliando gli sprechi alimentari delle famiglie italiane sarebbe possibile imbandire adeguatamente la tavola dei circa 3,2 milioni di poveri che nel nostro Paese con l’emergenza Covid sono costretti a chiedere aiuto per il cibo con pacchi alimentari o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case».

«Ogni anno – spiega ancora Coldiretti – il 14% circa dei prodotti alimentari, nel mondo, va perso prima ancora di raggiungere il mercato. La Fao ha anche stimato che lo spreco alimentare rappresenta la terza fonte di emissioni di gas clima-alternati al mondo, dopo gli stati Uniti e la Cina, e la sua impronta idrica è di circa 250 Km3: tre volte il volume del lago di Ginevra. Il cibo prodotto e non consumato utilizza quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, corrispondenti a circa il 30% dell’area coperta da terreni agricoli nel mondo».

In questa prospettiva, la comunità di Campagna Amica sta continuando a offrire un contributo importante nella diffusione di un nuovo modello di produzione, consumo e anche di società. Un modello basato sul Km0, sull’orticoltura urbana, sulla tutela della biodiversità, sul consumo responsabile ed etico, in cui lo spreco alimentare, a qualunque livello, viene ridotto drasticamente. In particolare, i mercati di Campagna Amica, accorciando la filiera, sono riusciti, in questi anni, a offrire ai consumatori cibi freschi, che si conservano di più, che non hanno percorso lunghe distanze e hanno inquinato meno. Nel tempo si sono trasformati da semplici luoghi di consumo a occasioni di educazione, socializzazione, cultura e ciò ha permesso di recuperare quella dimensione valoriale del cibo che rischiava di andare perduta. Ma non solo, Campagna Amica ha dato vita ad una grande comunità stringendo alleanze con le associazioni benefiche alle quali dona i prodotti non venduti a fine mercato. Un esempio virtuoso per chi ha più più bisogno e per l’intero pianeta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative