La Nuova Sardegna

Isolati e stressati, la pandemia sui più giovani

di Sofia Grazia Arca *
Isolati e stressati, la pandemia sui più giovani

Irritabilità, ansia e disattenzione le reazioni più comuni. E l’abitudine alla distanza provoca un abuso dei social

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Circa 8 milioni di studenti in Italia hanno subito un isolamento forzato a causa della pandemia Covid che ha costretto noi giovani a stare a casa in Dad. Secondo alcuni studiosi ciò potrebbe costituire un potenziale rischio per il nostro benessere e sviluppo mentale. Andare a scuola senza uscire di casa, senza scuse per non andarci, senza il dilemma “oggi che indosso”, senza l'ansia di arrivare in ritardo e soprattutto l'assenza di complicità tra gli studenti che si crea tra i banchi di scuola, ci hanno privato delle gioie e delle difficoltà della scuola e di quella routine che è fondamentale per la crescita personale. La nostra vita è stata sconvolta in modo significativo, così come quella dei più piccoli, privati della possibilità di avere un contatto fisico reale con i propri coetanei durante i giochi e della presenza di chi abitualmente, come i nonni, si occupava di loro. In seguito a questi cambiamenti nei bambini si sono osservati irrequietezza, eccessivo attaccamento, irritabilità e disattenzione. Numerosi studi hanno affermato che i bambini più piccoli esposti a elevati livelli di stress e di isolamento sono più a rischio di avere uno sviluppo atipico permanente poiché il loro cervello è ancora in fase di sviluppo. Il brusco passaggio dalle lezioni in presenza a quelle online e la convivenza forzata in spazi a volte angusti della propria casa, hanno scatenato in molti ragazzi stati emotivi e psicologici più o meno gravi. È aumentato il senso di solitudine e la propensione all'isolamento, con il rinchiudersi in camera passando ore sui social media. Lo stress da isolamento ha causato una sofferenza psicologica che si è manifestata con comportamenti oppositivi verso i genitori e i fratelli o con il rifiuto, anche una volta cessato l'isolamento forzato, di frequentare i propri coetanei, preferendo il comodo rifugio delle relazioni online. In contrapposizione però a coloro che prevedono future ripercussioni negative sullo sviluppo emotivo e psicologico di bambini e adolescenti, ci sono altre ricerche che hanno dimostrato il potere potenzialmente trasformativo di alcune esperienze traumatiche ed eccezionali, le quali potrebbero addirittura portare a dei cambiamenti in positivo nella percezione di sé, nelle relazioni interpersonali e nei progetti di vita. Secondo questi studi dare il giusto valore a un'esperienza traumatica, se necessario ricorrendo all'aiuto e al supporto di uno psicologo, potrebbe portare a una vera e propria “rinascita”. In realtà poiché gli effetti a lungo termine delle pandemie sulla salute mentale di bambini e adolescenti non si conoscono con esattezza, sarà solo il tempo a dare ragione all'una o all'altra tesi e noi giovani saremo i protagonisti e allo stesso tempo gli spettatori.

*Sofia Grazia frequenta

il Liceo Satta a Nuoro

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