L’Ue: non lasceremo indietro nessuno
Bruxelles conferma una ripartenza a due velocità. Sardegna nel gruppo di coda
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SASSARI. Il Pil pro capite delle regioni europee meno sviluppate dovrebbe aumentare fino al 5% entro il 2023 grazie ai fondi di coesione riducendo il divario tra il Pil pro capite di chi è più indietro e le aree Ue di testa. Lo dice la Commissione Europea nell'ottava relazione sulla situazione economica dell’Unione. La somma è positiva e promuove le politiche di coesione europee, ma va nettamente male all'Italia. Le regioni italiane sono infatti strette tra un ventennio di crescita asfittica o, al sud, di recessione, con i peggiori tassi europei di occupazione e nella morsa di quella che Bruxelles chiama la “trappola dello sviluppo”. I dati peggiori sono quelli della Calabria ma anche la Sardegna non se la passa bene con un pil pro capite decisamente più basso della media europea.
Più nel dettaglio, stando ai dati del rapporto di Coesione, solo la provincia di Bolzano tra il 2001 e il 2019 ha segnato una crescita media del Pil pro capite dello 0,63%. Lombardia (0,17%), Emilia Romagna (0,02%) e Basilicata (0,42%) mostrano comunque un segno positivo, mentre tutte le altre regioni sono in recessione, con cali maggiori per Umbria (-0,69%), Molise (-0,50%), Sicilia (-0,48%), Valle d'Aosta (-0,45%) e Campania (-0,41%). L'intero sud - Sardegna compresa – si trova nella citata «trappola dello sviluppo».
Sul fronte occupazione, dal Lazio in giù il tasso di occupazione tra la popolazione tra i 20 e i 64 anni è ai livelli più bassi europei (inferiore al 66%). Umbria, Marche, Piemonte e Liguria si attestano tra il 66 e il 70%, con il resto del Paese tra il 74 e il 78%. «Adesso il nostro compito – ha commentato la commissaria Ue Elisa Ferreira - è quello di portare tutte le regioni d'Europa alla ripresa, attraverso la transizione verde e digitale senza lasciare nessuno alle spalle».
Più nel dettaglio, stando ai dati del rapporto di Coesione, solo la provincia di Bolzano tra il 2001 e il 2019 ha segnato una crescita media del Pil pro capite dello 0,63%. Lombardia (0,17%), Emilia Romagna (0,02%) e Basilicata (0,42%) mostrano comunque un segno positivo, mentre tutte le altre regioni sono in recessione, con cali maggiori per Umbria (-0,69%), Molise (-0,50%), Sicilia (-0,48%), Valle d'Aosta (-0,45%) e Campania (-0,41%). L'intero sud - Sardegna compresa – si trova nella citata «trappola dello sviluppo».
Sul fronte occupazione, dal Lazio in giù il tasso di occupazione tra la popolazione tra i 20 e i 64 anni è ai livelli più bassi europei (inferiore al 66%). Umbria, Marche, Piemonte e Liguria si attestano tra il 66 e il 70%, con il resto del Paese tra il 74 e il 78%. «Adesso il nostro compito – ha commentato la commissaria Ue Elisa Ferreira - è quello di portare tutte le regioni d'Europa alla ripresa, attraverso la transizione verde e digitale senza lasciare nessuno alle spalle».
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