La Nuova Sardegna

Pnrr, rischio imbuto per i fondi i Comuni non hanno personale

di Claudio Zoccheddu
Pnrr, rischio imbuto per i fondi i Comuni non hanno personale

Mancano le figure professionali per l’istruzione delle pratiche e per la rendicontazione delle spese Problemi anche nelle centrali di committenza. Deiana, Anci: «Strutture da potenziare a tutti i livelli»

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SASSARI. Il rischio è che il viaggio sognato da anni possa interrompersi dopo aver staccato i biglietti. Nonostante l’assicurazione.

Nella gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non c’è nulla di scontato, nemmeno dopo la sottoscrizione governativa della clausola che impone la distribuzione nel Mezzogiorno del 40 per cento degli investimenti. Il motivo è semplice: nella pubblica amministrazione le figure in grado di seguire i complicati procedimenti del Pnrr non sono sufficienti. O, nella peggiore delle ipotesi, non sono nemmeno in organico. E la preoccupazione manifestata a tutti i livelli non contribuisce ad innalzare il morale. La ministra per il sud, Mara Carfagna, ieri si è detta “molto preoccupata”, stessa storia a livello territoriale, sia che si parli con i rappresentanti di Anci sia che vengano interpellati direttamente i sindaci, che poi dovranno impiegare i fondi del Pnrr realizzare i progetti.

Ci sono troppe zone d’ombra negli organici degli enti locali e contare sull’aiuto del Governo potrebbe non essere sufficiente, anche perché è passato un mese da quando il bando per il reclutamento dei 1800 tecnici che dovrebbero supportare le amministrazioni locali del meridione nella realizzazione degli obiettivi del Pnrr “è arrivato al secondo step dopo le difficoltà iniziali”, come aveva detto a suo tempo la ministra Carfagna che poi aveva annunciato una “specifica formazione” in modo che tecnici di supporto potessero essere “immediatamente operativi”.

La situazione. Il rischio che dopo l’accesso ai finanziamenti, per nulla scontato, la macchina del Pnrr possa incepparsi per colpa delle ormai ataviche carenze di organico dei soggetti attuatori, i comuni: «Non si può nascondere, questo è il tema dei temi – spiega il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana –. I comuni gestiranno una somma intorno ai 70 miliardi, Governo e Parlamento hanno varato una norma in cui indicano il passaggio dei finanziamenti attraverso le centrali uniche di committenza, ma sono strutture che devono essere rafforzate perché si corre il rischio che le risorse possano essere bloccate magari durante l’affidamento della progettazione, o dei lavori. La Regione, le Province, i Capiluogo e le Unioni dei comuni spesso non hanno il personale necessario a far procedere le pratiche che devono rispettare tempi precisi e scadenze tassative. Qualcuno si sta organizzando, è vero, ma non può bastare. Per questo Anci ha chiesto e chiede un potenziamento di queste strutture, a partire da quella regionale». Ci sono anche aspetti che possono rivelarsi fondamentali in quella che ormai deve essere considerata una corsa contro il tempo: «Nella finanziaria nazionale sono state inserite alcune norme che permettono ai comuni le assunzioni a tempo determinato senza che i contratti debbano essere inseriti nei capitoli di spesa relativi al personale – continua Deiana –. Una possibilità che farebbe gola ai Comuni proprio per gestire i fondi del Pnrr ma purtroppo esiste anche un problema di reperimento del personale. Lo si vede benissimo nella pubblica amministrazione, che nel corso degli anni ha subito un evidente impoverimento del capitale umano. Mancano le professionalità tecniche, fondamentali in questa fase, le strutture amministrative e legali si sono indebolite negli ultimi anni, negli uffici in cui si espleta tutta la rendicontazione servono contabili, che devono essere formati presto e bene perché le attività di rendicontazione relative al Pnrr non sono quelle classiche, c’è un processo molto più complesso da seguire».

Cercasi velocisti. Come detto, è una gara di velocità e per vincerla serve uno staff completo e allenato perché, proprio come accade con i 100 metri, ogni dettaglio deve funzionare alla perfezione. E il rischio non è arrivare secondi, o terzi. IL pericolo è che la gara venga invalidata quando lo sprinter è già sui blocchi e mentalmente conta i passi che lo separano dall’arrivo: «La situazione è difficile. È una sfida – aggiunge il presidente di Anci – i comuni l’hanno accettata e per fortuna, anche se a macchia di leopardo, qualcosa inizia a muoversi. Ci sono strutture già formate per questo tipo di lavoro ed è prevista la possibilità di sottoscrivere convenzioni con altre amministrazioni». Forse manca il tempo, non un dettaglio in una gara di velocità, ma il traguardo è ancora raggiungibile, a patto che vengano create le possibilità.

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