Tirando pugni mi rigenero e poi sorrido
di Sarah Sini*
La rabbia è una emozione istintiva che ti prende e ti infiamma l’animo, un sentimento che ti prende qualche volta improvviso e altre volte invece è sedimentato nel tempo. In ogni modo, quando ti...
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La rabbia è una emozione istintiva che ti prende e ti infiamma l’animo, un sentimento che ti prende qualche volta improvviso e altre volte invece è sedimentato nel tempo. In ogni modo, quando ti prende talvolta la rabbia offusca la mente e, se non è controllata, può portarci a dire o a fare cose di cui potremmo pentirci.
Esistono molti metodi per avere maggior autocontrollo della rabbia, avendo personalità diverse ognuno di noi reagisce in maniera differente a un momento difficile e che ti provoca una reazione di frustrazione e di rabbia. Io personalmente ho un carattere molto fumantino, quando mi capita di essere arrabbiata reagisco di istinto senza pensare alle conseguenze, come un po’ tutti gli adolescenti.
Una cosa che mi ha aiutato a smussare questo lato del mio carattere è il pugilato.
Al contrario di quello che in molti pensano il pugilato non è uno sport violento, è un’arte che ti insegna la temperanza, il controllo, il saper gestire la situazione nella maniera più corretta possibile, uno sport di azione. Quando salgo sul quadrato, tutto quello che c’è attorno a me scompare, tutti i problemi, pensieri svaniscono. Ogni pugno sferrato è una scossa di adrenalina che aumenta e un peso che diminuisce, così con il sacco da allentamento, riesco a scaricare tutta la rabbia e le nevrosi che ho accumulato durante la giornata. Dall’esterno non si può ben comprendere la nobile arte pugilistica, non è tutto pugni e violenza ma è una preparazione, allenamento e attesa, tutto ciò forgia il carattere.
Quello che può capitarti nell’arco della giornata (un’interrogazione non riuscita, un’incomprensione con le amiche, il motorino che ti lascia proprio sul più bello) sono cause che potrebbero far sì che l’ira aumenti e poi basta un niente per far scattare la scintilla e le cose non sono più gestibile in maniera civile. Quindi arriva l’ora di andare in palestra, che gioia! Mettere le fasce alle mani, infilare i guantoni e riuscire ad idealizzare tutta la sfortunata giornata nel sacco che ti sta di fronte.
Destro-sinistro, ad ogni colpo la stanchezza aumenta, ma l’ira tende a scemare, come se quella scarica di pugni ci liberasse da un peso. Alla fine, madida di sudore, con le braccia e le gambe doloranti dallo sforzo contenta e rigenerata nello spirito, penso alle piccole disavventure quotidiane e sorrido.
*Sarah è una studentessa del liceo delle scienze umane “Enrico Fermi” di Alghero
Esistono molti metodi per avere maggior autocontrollo della rabbia, avendo personalità diverse ognuno di noi reagisce in maniera differente a un momento difficile e che ti provoca una reazione di frustrazione e di rabbia. Io personalmente ho un carattere molto fumantino, quando mi capita di essere arrabbiata reagisco di istinto senza pensare alle conseguenze, come un po’ tutti gli adolescenti.
Una cosa che mi ha aiutato a smussare questo lato del mio carattere è il pugilato.
Al contrario di quello che in molti pensano il pugilato non è uno sport violento, è un’arte che ti insegna la temperanza, il controllo, il saper gestire la situazione nella maniera più corretta possibile, uno sport di azione. Quando salgo sul quadrato, tutto quello che c’è attorno a me scompare, tutti i problemi, pensieri svaniscono. Ogni pugno sferrato è una scossa di adrenalina che aumenta e un peso che diminuisce, così con il sacco da allentamento, riesco a scaricare tutta la rabbia e le nevrosi che ho accumulato durante la giornata. Dall’esterno non si può ben comprendere la nobile arte pugilistica, non è tutto pugni e violenza ma è una preparazione, allenamento e attesa, tutto ciò forgia il carattere.
Quello che può capitarti nell’arco della giornata (un’interrogazione non riuscita, un’incomprensione con le amiche, il motorino che ti lascia proprio sul più bello) sono cause che potrebbero far sì che l’ira aumenti e poi basta un niente per far scattare la scintilla e le cose non sono più gestibile in maniera civile. Quindi arriva l’ora di andare in palestra, che gioia! Mettere le fasce alle mani, infilare i guantoni e riuscire ad idealizzare tutta la sfortunata giornata nel sacco che ti sta di fronte.
Destro-sinistro, ad ogni colpo la stanchezza aumenta, ma l’ira tende a scemare, come se quella scarica di pugni ci liberasse da un peso. Alla fine, madida di sudore, con le braccia e le gambe doloranti dallo sforzo contenta e rigenerata nello spirito, penso alle piccole disavventure quotidiane e sorrido.
*Sarah è una studentessa del liceo delle scienze umane “Enrico Fermi” di Alghero
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