Olbia difende il nuovo ordine ma chiede tempo
Il manager Acciaro: «La precedente legge? Disastro sanitario. Dobbiamo distribuire i dipendenti»
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Bentornate Asl. Per Marcello Acciaro, neo direttore generale dell’azienda di Olbia, rituffarsi nel passato è una buona cosa. Sì, è in corso una fase di rodaggio, «ma avremo un’organizzazione più vicina ai cittadini. Una direzione lontana dai problemi non può funzionare».
Ed è quello che è accaduto, secondo Acciaro, con l’Ats. «Mentre dal punto di vista amministrativo, l’azienda unica è servita a riordinare alcuni uffici e ad avere un maggior controllo della spesa - dice -, sotto l’aspetto sanitario la riforma è stata un disastro. E la situazione si è aggravata ulteriormente a causa della forte carenza di medici e infermieri. Ora noi stiamo lavorando per definire gli ambiti amministrativi. Qui nella nostra sede di via Bazzoni Sircana, lavorano 93 persone. Una quindicina per la Asl e il resto per l’Ares. Ecco, dovremo capire come potenziare i servizi e come distribuire meglio il personale. Ma siamo ancora in fase di elaborazione».
Quello che invece è chiarissimo, per Acciaro, è il concetto di medicina moderna, su cui vuole puntare. «E qui la parola d’ordine è una sola: la rete. Non solo intendo operare per realizzare la piena sinergia tra ospedali ma la “rinascita” delle Asl è un valore aggiunto per arrivare al traguardo».
Marcello Acciaro (ex direttore Areus, responsabile dell’unità di crisi contro il Covid ed ex direttore sanitario del Mater Olbia), conferma di avere un piano preciso da portare avanti alla guida della Asl di Olbia. «La sanità va ripensata - ha ribadito - e il nuovo corso deve essere all’insegna delle alleanze. Si deve parlare di una sanità del nord Sardegna e ogni ospedale, ciascuno con la propria offerta, farà parte della rete. Si deve cominciare a ragionare sulla domanda del territorio e verificare che tipo di prestazioni devono essere garantite. Quindi: bisogna rimodulare l’offerta sulla base dei bisogni. E una volta che si capisce cosa serve alla popolazione, allora si deve operare in un sistema di sanità integrata, nel quale devono avere un ruolo importante e definito i tre ospedali della Asl di Olbia, quelli di Sassari e il Mater. Si deve lavorare insieme per poter offrire servizi di qualità».
Di fronte a una sanità in affanno, qui in Gallura così come ovunque, e all’insufficienza assoluta di medici e infermieri diventata drammatica con l’emergenza Covid, Acciaro dice che «bisogna certamente fare i conti con le risorse a disposizione ma, nel momento in cui sappiamo quali sono le prestazioni che occorrono, gli ospedali della rete devono dividersi i compiti. C’è chi si occuperà dell’acuto, chi seguirà i percorsi dei pazienti cronici. E proprio il mondo della cronicità, visto che abbiamo tantissimi over 65, deve diventare il leitmotiv dei prossimi 20 anni». (s.p.)
Ed è quello che è accaduto, secondo Acciaro, con l’Ats. «Mentre dal punto di vista amministrativo, l’azienda unica è servita a riordinare alcuni uffici e ad avere un maggior controllo della spesa - dice -, sotto l’aspetto sanitario la riforma è stata un disastro. E la situazione si è aggravata ulteriormente a causa della forte carenza di medici e infermieri. Ora noi stiamo lavorando per definire gli ambiti amministrativi. Qui nella nostra sede di via Bazzoni Sircana, lavorano 93 persone. Una quindicina per la Asl e il resto per l’Ares. Ecco, dovremo capire come potenziare i servizi e come distribuire meglio il personale. Ma siamo ancora in fase di elaborazione».
Quello che invece è chiarissimo, per Acciaro, è il concetto di medicina moderna, su cui vuole puntare. «E qui la parola d’ordine è una sola: la rete. Non solo intendo operare per realizzare la piena sinergia tra ospedali ma la “rinascita” delle Asl è un valore aggiunto per arrivare al traguardo».
Marcello Acciaro (ex direttore Areus, responsabile dell’unità di crisi contro il Covid ed ex direttore sanitario del Mater Olbia), conferma di avere un piano preciso da portare avanti alla guida della Asl di Olbia. «La sanità va ripensata - ha ribadito - e il nuovo corso deve essere all’insegna delle alleanze. Si deve parlare di una sanità del nord Sardegna e ogni ospedale, ciascuno con la propria offerta, farà parte della rete. Si deve cominciare a ragionare sulla domanda del territorio e verificare che tipo di prestazioni devono essere garantite. Quindi: bisogna rimodulare l’offerta sulla base dei bisogni. E una volta che si capisce cosa serve alla popolazione, allora si deve operare in un sistema di sanità integrata, nel quale devono avere un ruolo importante e definito i tre ospedali della Asl di Olbia, quelli di Sassari e il Mater. Si deve lavorare insieme per poter offrire servizi di qualità».
Di fronte a una sanità in affanno, qui in Gallura così come ovunque, e all’insufficienza assoluta di medici e infermieri diventata drammatica con l’emergenza Covid, Acciaro dice che «bisogna certamente fare i conti con le risorse a disposizione ma, nel momento in cui sappiamo quali sono le prestazioni che occorrono, gli ospedali della rete devono dividersi i compiti. C’è chi si occuperà dell’acuto, chi seguirà i percorsi dei pazienti cronici. E proprio il mondo della cronicità, visto che abbiamo tantissimi over 65, deve diventare il leitmotiv dei prossimi 20 anni». (s.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
