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Nel 2013 fu condannato a 16 anni per l’assassinio di un compaesano

Nel 2013 fu condannato a 16 anni per l’assassinio di un compaesano

NUORO. La pista è quella della vendetta: Luca Virde, di Silanus, nel luglio del 2013, quando aveva 32 anni, era stato condannato per l’omicidio del compaesano Antonello Arca, avvenuto esattamente un...

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NUORO. La pista è quella della vendetta: Luca Virde, di Silanus, nel luglio del 2013, quando aveva 32 anni, era stato condannato per l’omicidio del compaesano Antonello Arca, avvenuto esattamente un anno prima al culmine di una lite durante una festa paesana. Quella coltellata mortale gli costò una condanna a sedici anni, un mese e venti giorni. Secondo la sentenza del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Oristano, Silvia Palmas, emessa dopo rito abbreviato, Luca Virde apostrofò Arca con qualche parola offensiva. Arcà reagì e schiaffeggiò Virde che tirò fuori un coltello con cui ferì a morte il rivale. Virde fuggì e si nascose per qualche giorno, poi decise di costituirsi e fece ritrovare l'arma del delitto. Un processo semplice, con l’assassino reo confesso e comunque inchiodato da tante testimonianze. Il pm Andrea Padalino Morichini, aveva sollecitato una pena di 17 anni e quattro mesi.

Da Silanus la scia di sangue che ha seguito Virde si è spostata sino a Nuoro. E il capoluogo barbaricino è ripiombato in un incubo.

Per risalire all’ultima volta in cui ci fu un fatto di sangue di questa portata bisogna andare al marzo del 2013 quando, davanti alla sua casa in via Raffaele Laporta, venne ucciso Mario Testoni, 62anni, pensionato, ex dipendente comunale e direttore del cimitero di “Sa ’e Manca”. Il killer aspettò il ritorno a casa della vittima, nascosto dietro un grande cespuglio in cima a un costone. Quando lo vide davanti al mirino esplose due colpi di fucile caricato a pallettoni che raggiunsero Mario Testoni alla schiena. Un agguato messo in atto in un giorno di pioggia, intorno alle 18 e quindi mentre c’era ancora luce. A quell'ora, l'ex direttore del cimitero rientrava a casa da una passeggiata. Il pensionato percorreva via Laporta, una lunga strada dove si affacciano numerose abitazioni, tra le quali anche quelle della cooperativa Su Nuraghe, dove Mario Testoni abitava con la moglie Pina Meloni e i due figli. Della coop Testoni era stato presidente fino a tre anni prima ed era componente del consiglio di amministrazione. Quella cooperativa fu al centro di un complicato contenzioso legale. Una vicenda che aveva creato forti tensioni tra i soci e che gli avevano procurato minacce in forma anonima arrivate via Facebook.

Tornano ancora indietro negli anni a Nuoro si ricorda l’omicidio di Luigi Sechi, un 37enne ucciso nell’ottobre del 2005 con un colpo di pistola al volto. L’uomo, che nella vita distribuiva i giornali e aveva anche un piccolo gregge, a pochi chilometri da Mamoiada, venne freddato prima dell’alba davanti all’ingresso della sua abitazione in via Brusco Onnis, in pieno centro storico, a 50 metri dal palazzo della Provincia, mentre stava per salire sulla sua Alfa Romeo.

Ieri sera Nuoro ha rivissuto quelle scene di violenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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