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Fondi sospetti del Vaticano Nuova inchiesta a Sassari

La Procura ordina l’acquisizione di documenti alla Caritas di Ozieri e alla Spes


16 febbraio 2022 di Gianni Bazzoni


SASSARI. Si affaccia di nuovo in Sardegna, tra il Logudoro e il Goceano, l’inchiesta relativa ai fondi che dallo Ior e dalla Cei sarebbero finiti - secondo l’accusa - a enti che in qualche modo farebbero riferimento a parenti e amici dell’ex sostituto per gli Affari generali della segretaria di Stato vaticana, il cardinale Angelo Becciu. Su disposizione della procura della Repubblica di Sassari, ieri mattina la Guardia di finanza ha eseguito perquisizioni a Roma, Ozieri, Pattada e Bono. In particolare l’attività avrebbe riguardato la Diocesi di Ozieri, la Caritas (e gli uffici di qualche dirigente) e la Spes, la cooperativa senza fini di lucro che vede in prima linea uno dei fratelli del cardinale di Pattada.

Secondo quello che è trapelato ieri, la Procura Sassarese procede per l’ipotesi di riciclaggio e gli accertamenti sarebbero orientati a stabilire se fondi destinati ad opere di carità possano essere finiti a enti controllati da parenti e amici del cardinale e quindi utilizzati per altri fini.

Le perquisizioni di ieri mattina hanno scatenato una raffica di reazioni e i legali di Angelo Becciu e della Diocesi di Ozieri hanno respinto con fermezza ogni accusa.

«Nel manifestare formale rispetto verso l’autorità giudiziaria ma anche dolore e rammarico per un’iniziativa così incomprensibile e destabilizzante – ha detto l’avvocato Ivano Iai a nome del vescovo di Ozieri Corrado Melis –, vogliamo rappresentare che l’attività investigativa in corso appare prima facie infondata, consistendo in accertamenti peraltro eseguiti nello scorso mese di luglio a seguito di contestazioni già smentite sul piano contabile e documentale».

Il legale sassarese fa riferimento agli atti e ai rendiconti prodotti la scorsa estate e che, in pratica, verranno ripresentati con gli stessi contenuti.

«Sarà, quindi, dimostrata la piena legittimità dell’operato della Diocesi, della Caritas e della Spes, le cui finalità e concrete attività hanno esclusiva natura solidale e di carità istituzionalmente proprie di tali enti. Si riafferma, allora, per l’ennesima e, si confida, ultima occasione – ha sottolineato l’avvocato Iai – , che la Diocesi di Ozieri ha sempre operato nel rispetto delle finalità religiose e solidali anche sul piano economico, impegnando le proprie risorse nello spirito di interventi mai affrancati da comprovate situazioni di disagio individuale, familiare o lavorativo. E nell’apprestare tali interventi, la Diocesi che si identifica nell’operato della Caritas locale e, con essa, si avvale della preziosa collaborazione della cooperativa solidale senza fini di lucro Spes, suo concreto e reale braccio operativo, cui sono state destinate somme regolarmente documentate, contabilizzate e rendicontate nell’inequivocabile e incontestabile assenza di interferenze o condizionamenti da parte di alcuno, men che meno del cardinale Angelo Becciu, del tutto estraneo alle iniziative dell’ente religioso».

In serata, anche gli avvocati che tutelano l’ex sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato vaticana sono intervenuti nella vicenda delle perquisizioni eseguite dalla Finanza e sull’inchiesta della procura della Repubblica di Sassari.

I legali di Angelo Becciu hanno parlato di «massima serenità». Gli avvocati Fabio Viglione e Maria Concetta Marzo hanno evidenziato «che il cardinale, ancorché del tutto estraneo alle iniziative e alla gestione assunte dalla Diocesi e dagli enti assistenziali, ha sempre agito condividendone le finalità umanitarie perseguite meritoriamente nel tempo. Sulla scorta delle conclusioni degli investigatori vaticani - che riteniamo platealmente infondate - la procura di Sassari ha assunto ora una iniziativa consequenziale, avente ad oggetto i medesimi fatti che, va ricordato, dovranno ancora essere esaminati dal Tribunale vaticano».

La Caritas della Diocesi di Ozieri è considerata tra le più attive e moderne della Sardegna, specie per quanto concerne anche il reinserimento lavorativo e la creazione di possibilità nel campo occupazionale e sociale. In ambienti vicini al vescovo Corrado Melis ieri è stata riportata una sua considerazione che sarebbe stata espressa in questo momento di particolare dolore: «La Diocesi non è una banda di filibustieri».

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