Gli spostamenti di Virde comunicati all’assassino
di Kety Sanna
Quando lunedì l’operaio ha lasciato la festa qualcuno ha avvisato il killer
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NUORO. Un “amico” potrebbe averlo tradito. Potrebbe esserci una figura sulla sfondo dell’omicidio di Luca Virde, l’operaio 42enne di Silanus ammazzato lunedì notte in via Domenico Ruju, nel quartiere periferico di Badu’e Carros. Una figura che potrebbe risultare centrale per le indagini, e che potrebbe dare una chiave di lettura per arrivare al movente dell’omicidio e al suo assassino. L’autopsia, svolta ieri pomeriggio dal medico legale di Cagliari, Luca Natali, ha confermato che Virde è stato raggiunto da tre fucilate esplose da distanza ravvicinata. Una l’ha colpito alla gamba, le altre al torace interessando organi vitali. L’operaio non ha avuto neppure il tempo di rendersi conto di cosa gli stava succedendo. Il sicario, che probabilmente lo ha seguito fino a casa, ha atteso che parcheggiasse la sua auto per poi entrare in azione. Ha superato la vittima di qualche metro, poi è sceso imbracciando il fucile, e puntandoglielo contro ha esploso tre colpi in rapida successione. Virde stava chiudendo la sua Fiat Punto quando è stato raggiunto dal primo proiettile che lo ha trapassato da parte a parte, frantumando anche il vetro del finestrino lato guida. Sono poi arrivati gli altri due colpi che non gli hanno lasciato scampo. Il 42enne è morto sul colpo. Il suo assassino, a bordo di un’auto condotta da un complice, a tutta velocità ha abbandonato il luogo dell’omicidio. Nonostante il punto in cui è avvenuto il delitto non fosse videsorvegliato, lo è certamente la via successiva, percorso obbligato per chi da via Ruju si immette su viale Badu’e Carros. Una zona commerciale caratterizzata dalla presenza di una concessionaria di auto, due bar, una tabaccheria: tutti esercizi muniti di telecamere che potrebbero aver ripreso il passaggio del killer. Ovviamente, non è da escludere che chi la notte di lunedì ha messo in atto il piano di morte, possa averlo fatto usando un’auto “insospettabile”, “pulita”. Sembrerebbe, invece, che l’autore del delitto conoscesse bene degli orari della vittima. Luca Virde, infatti, da qualche mese godeva del regime di semilibertà. Aveva preso in affitto un appartamento al terzo piano nella palazzina gialla di via Ruju, dove ogni giorno faceva rientro prima delle 22, ora in cui poteva essere controllato dagli agenti della Questura.
L’uomo seguiva un programma dettagliato, imposto dal magistrato di sorveglianza, scandito da orari precisi, percorsi e tragitti obbligati per andare a lavorare e tornare a casa. L’operaio di Silanus, aveva trovato occupazione in un grosso salumificio di Villagrande, gestito da imprenditori macomeresi. Dopo dieci anni trascorsi in carcere, dove stava scontando una pena a 16 anni, un mese e venti giorni per l’omicidio di Antonello Arca, avvenuto al culmine di una lite durante una festa paesana, una volta ammesso al regime di semilibertà, nel 2021 aveva iniziato a riprendere in mano le redini della sua esistenza. Non rientrava in carcere, però. Da un anno e mezzo, infatti, per via della pandemia, proprio per evitare il dilagare del virus all’interno del penitenziario, ai detenuti che usufruivano della misura della semilibertà era stato concesso di trascorrere la notte in detenzione domiciliare. Così, il 42enne aveva preso in affitto una casa dove faceva rientro, inevitabilmente entro le 22. Anche lunedì sera Luca Virde era sotto casa, poco prima di quell’ora, in perfetta sincronia col suo assassino. Chi lo ha seguito in macchina fino a via Romano Ruju, infatti, potrebbe aver ricevuto la “soffiata” da parte di qualcuno che aveva trascorso la serata in compagnia della vittima. Potrebbe avergliene comunicato gli spostamenti.
Le indagini, per il momento sembrerebbero particolarmente complesse. Su diversi aspetti gli inquirenti mantengono il più assoluto riserbo. Dalla notte del delitto i militari del comando provinciale stanno sentendo parenti e amici dell’operaio ucciso, con la speranza di poter trovare elementi utili alla risoluzione del caso. Al momento non si esclude nessuna pista, neppure quella della vendetta legata all’omicidio di cui Luca Virde si era reso protagonista dieci anni fa. Non viene trascurata neppure l’ipotesi legata a vecchie frequentazioni “pesanti” che, già prima della detenzione, potrebbero averne compromesso la sua esistenza. Oggi a Silanus, alle 11, verranno celebrati i funerali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’uomo seguiva un programma dettagliato, imposto dal magistrato di sorveglianza, scandito da orari precisi, percorsi e tragitti obbligati per andare a lavorare e tornare a casa. L’operaio di Silanus, aveva trovato occupazione in un grosso salumificio di Villagrande, gestito da imprenditori macomeresi. Dopo dieci anni trascorsi in carcere, dove stava scontando una pena a 16 anni, un mese e venti giorni per l’omicidio di Antonello Arca, avvenuto al culmine di una lite durante una festa paesana, una volta ammesso al regime di semilibertà, nel 2021 aveva iniziato a riprendere in mano le redini della sua esistenza. Non rientrava in carcere, però. Da un anno e mezzo, infatti, per via della pandemia, proprio per evitare il dilagare del virus all’interno del penitenziario, ai detenuti che usufruivano della misura della semilibertà era stato concesso di trascorrere la notte in detenzione domiciliare. Così, il 42enne aveva preso in affitto una casa dove faceva rientro, inevitabilmente entro le 22. Anche lunedì sera Luca Virde era sotto casa, poco prima di quell’ora, in perfetta sincronia col suo assassino. Chi lo ha seguito in macchina fino a via Romano Ruju, infatti, potrebbe aver ricevuto la “soffiata” da parte di qualcuno che aveva trascorso la serata in compagnia della vittima. Potrebbe avergliene comunicato gli spostamenti.
Le indagini, per il momento sembrerebbero particolarmente complesse. Su diversi aspetti gli inquirenti mantengono il più assoluto riserbo. Dalla notte del delitto i militari del comando provinciale stanno sentendo parenti e amici dell’operaio ucciso, con la speranza di poter trovare elementi utili alla risoluzione del caso. Al momento non si esclude nessuna pista, neppure quella della vendetta legata all’omicidio di cui Luca Virde si era reso protagonista dieci anni fa. Non viene trascurata neppure l’ipotesi legata a vecchie frequentazioni “pesanti” che, già prima della detenzione, potrebbero averne compromesso la sua esistenza. Oggi a Silanus, alle 11, verranno celebrati i funerali.
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