grande distribuzione: Piras (Conad)
«Costi in crescita del 60% anche per i volantini»
SASSARI. Anche la Grande distribuzione sta avvertendo e subendo i contraccolpi del caro energia e del caro materie prime. «Si può fare una riflessione sui dati nazionali – dice Fabrizio Piras,...
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SASSARI. Anche la Grande distribuzione sta avvertendo e subendo i contraccolpi del caro energia e del caro materie prime. «Si può fare una riflessione sui dati nazionali – dice Fabrizio Piras, rappresentante di Filangera Srl-Punto vendita Conad di via Gramsci – : il costo per l’energia è passato complessivamente da 8 a 37 miliardi euro. Il settore della Grande distribuzione organizzata è uno dei più “energivori”. Basti pensare a impianti di illuminazione, banchi frigo, tappeti mobili. Nella nostra azienda i costi di funzionamento, dall’inizio dell’anno, sono aumentati del 60 per cento».
Situazione delicata che rischia di riversarsi su beni che per gli utenti sono spesso indispensabili. Il cibo, innanzitutto. Pane, pasta, latte, uova, carne. «La cosa che ci preoccupa di più è la situazione che ha portato a questo stato di cose, a una ripresa dell’inflazione. Tutto è partito con la pandemia e ora si sta manifestando con la crisi delle materie prime e la crescita dei costi per l’energia. E questo aumento comincia a pesare. Noi abbiamo scelto di non riversare questi aumenti dei costi sui nostri clienti. Con una serie di politiche promozionali, in particolare con il nostro punto di forza dei prezzi bassi e fissi, con sconti sino al 26 per cento su oltre 1500 prodotti a marchio, un sostegno alle famiglie per garantire qualità e convenienza».
Di certo è difficile mantenere le promesse quando i costi aumentano in modo vertiginoso. E la Grande distribuzione, che ha anche contatti con i piccoli produttori locali, ha di certo contezza di quanto il disagio e le difficoltà siano diffusi: «Certo, questa situazione ha colpito anche i produttori locali – dice ancora Piras – . Anche con loro cerchiamo per quanto è possibile di non far pesare gli aumenti. Lo sforzo è quello di tutelare il territorio, proteggendo sia i produttori che i consumatori».
Ma cosa si può fare, in concreto, per fronteggiare gli aumenti senza farli pesare troppo sui clienti e allo stesso tempo mantenere l’equilibrio dei conti?
«Cerchiamo di prendere delle contromisure. Facciamo le nostre scelte sull’ottimizzazione energetica. Nel nostro piccolo ciascuno adotterà scelte che puntano a ridurre i costi. Le faccio un esempio: nella sede di via Gramsci sistemeremo delle fotocellule nelle scale mobili per fare in modo che entrino in funzione solo quando un cliente le deve utilizzare. Purtroppo non possiamo sistemare dei pannelli fotovoltaici sulla struttura perché siamo all'interno di una struttura particolare e non abbiamo la proprietà del lastrico solare. Questo ci penalizza perché non possiamo affrontare ulteriori investimenti che sarebbero necessari e utilizzare gli incentivi previsti dallo Stato».
Energia elettrica, carburante per il trasporto, materie prime: tutto contribuisce a far salire la febbre dei prezzi. Anche il costo della carta persa sulla grande distribuzione: «Ha un’incidenza anche quello. Stimiamo che l’aumento del costo della carta in un anno comporti per un’azienda come la nostra un maggiore esborso di oltre 100mila euro. Basta pensare che per lo Spazio Conad stampiamo 60mila volantini a settimana. Sommiamoli tutti e alla fine dell’anno l’aumento si fa sentire. Per questo puntiamo ad aumentare il livello di digitalizzazione: meno volantini cartacei, più spazio ai volantini on line. Anche per un percorso di sostenibilità ambientale portato avanti dalla cooperativa». (r.pe.)
Situazione delicata che rischia di riversarsi su beni che per gli utenti sono spesso indispensabili. Il cibo, innanzitutto. Pane, pasta, latte, uova, carne. «La cosa che ci preoccupa di più è la situazione che ha portato a questo stato di cose, a una ripresa dell’inflazione. Tutto è partito con la pandemia e ora si sta manifestando con la crisi delle materie prime e la crescita dei costi per l’energia. E questo aumento comincia a pesare. Noi abbiamo scelto di non riversare questi aumenti dei costi sui nostri clienti. Con una serie di politiche promozionali, in particolare con il nostro punto di forza dei prezzi bassi e fissi, con sconti sino al 26 per cento su oltre 1500 prodotti a marchio, un sostegno alle famiglie per garantire qualità e convenienza».
Di certo è difficile mantenere le promesse quando i costi aumentano in modo vertiginoso. E la Grande distribuzione, che ha anche contatti con i piccoli produttori locali, ha di certo contezza di quanto il disagio e le difficoltà siano diffusi: «Certo, questa situazione ha colpito anche i produttori locali – dice ancora Piras – . Anche con loro cerchiamo per quanto è possibile di non far pesare gli aumenti. Lo sforzo è quello di tutelare il territorio, proteggendo sia i produttori che i consumatori».
Ma cosa si può fare, in concreto, per fronteggiare gli aumenti senza farli pesare troppo sui clienti e allo stesso tempo mantenere l’equilibrio dei conti?
«Cerchiamo di prendere delle contromisure. Facciamo le nostre scelte sull’ottimizzazione energetica. Nel nostro piccolo ciascuno adotterà scelte che puntano a ridurre i costi. Le faccio un esempio: nella sede di via Gramsci sistemeremo delle fotocellule nelle scale mobili per fare in modo che entrino in funzione solo quando un cliente le deve utilizzare. Purtroppo non possiamo sistemare dei pannelli fotovoltaici sulla struttura perché siamo all'interno di una struttura particolare e non abbiamo la proprietà del lastrico solare. Questo ci penalizza perché non possiamo affrontare ulteriori investimenti che sarebbero necessari e utilizzare gli incentivi previsti dallo Stato».
Energia elettrica, carburante per il trasporto, materie prime: tutto contribuisce a far salire la febbre dei prezzi. Anche il costo della carta persa sulla grande distribuzione: «Ha un’incidenza anche quello. Stimiamo che l’aumento del costo della carta in un anno comporti per un’azienda come la nostra un maggiore esborso di oltre 100mila euro. Basta pensare che per lo Spazio Conad stampiamo 60mila volantini a settimana. Sommiamoli tutti e alla fine dell’anno l’aumento si fa sentire. Per questo puntiamo ad aumentare il livello di digitalizzazione: meno volantini cartacei, più spazio ai volantini on line. Anche per un percorso di sostenibilità ambientale portato avanti dalla cooperativa». (r.pe.)
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