La Nuova Sardegna

Violenze alla moglie: 6 anni di carcere

Condannato dal tribunale di Cagliari uno stalker cinquantenne di Assemini

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CAGLIARI. Sei anni di reclusione è la pena inflitta dalla prima sezione del tribunale a un cinquantenne di Assemini (M.B) giudicato colpevole di molestie, insulti, minacce, appostamenti e almeno di un atto di violenza sessuale sulla moglie. L’imputato dovrà pagare una provvisionale di diecimila euro ed è definitivamente interdetto dai pubblici uffici. Le accuse - confermate dal collegio presieduto da Tiziana Marogna - erano di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, il pm Rossella Spano aveva chiesto una pena inferiore: cinque anni e quattro mesi. La condanna dell’imputato era stata chiesta anche dal patrono di parte civile Mario Maffei, mentre i difensori Carlo Oriti e Maria Francesca Baire avevano sollecitato l’assoluzione dopo aver mostrato ai giudici e al pm, nel corso dell’udienza finale del dibattimento, una serie di video in cui i coniugi di Assemini apparivano in rapporti distesi insieme alle figlie.

Il capo d’imputazione riporta una sequenza di ingiurie e di minacce pesantissime di cui M.B si sarebbe reso responsabile. Frasi irripetibili e minacce («se ti porti via le bambine non me le godo io ma non te le godrai nemmeno tu») che avrebbero portato all’inevitabile capolinea il movimentato rapporto coniugale. Fino a quel giorno, tra novembre 2019 e gennaio 2020, in cui M.B - stando alle accuse - impose con la forza un rapporto sessuale alla moglie per poi perseguitarla, una volta separati, con appostamenti, pedinamenti e continue minacce («prima o poi ti becco da sola, non avrai neppure il tempo di chiamare i carabinieri») e un avvertimento: se lei avesse frequentato un altro uomo, lui avrebbe fatto del male all’una e all’altro. Un giorno, è scritto nel capo d’imputazione, M.B si sarebbe infilato nell’automobile dell’ex moglie e dopo essersi sistemato sul sedile anteriore avrebbe molestato pesantemente la donna: «Tanto non hai scampo».

Il resto della vicenda è scritto negli atti giudiziari: l’inchiesta, la conferma dei fatti, la determinazione dell’uomo a negare di aver commesso qualsiasi atto fuorilegge. (m.l)



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