L’azienda di talana simbolo dei ritardi
Le proteste di Arzu smuovono Argea sbloccati i contributi Ue dell’allevatore
di Giusy Ferreli
TALANA. Il Masaniello di Talana ha incassato un secondo importante risultato. Dopo aver dato fuoco alle polveri della protesta dei suinicoltori con la consegna dei registri della sua azienda al...
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TALANA. Il Masaniello di Talana ha incassato un secondo importante risultato. Dopo aver dato fuoco alle polveri della protesta dei suinicoltori con la consegna dei registri della sua azienda al sindaco, l’allevatore ogliastrino Stefano Arzu ha ottenuto lo sblocco dei contributi comunitari. Decine di migliaia di euro che giacevano fermi negli uffici di Argea, l’ente pagatore regionale accusato da più parti di ritardi insostenibili. La notizia, che riguarda l’allevamento di maiali, vacche e capre nelle campagne di Arbuleu, è arrivata all’indomani dell’emendamento da 4 milioni di euro a sostegno del comparto suinicolo approvato in Consiglio regionale in seno alla finanziaria. «La Regione ha tenuto fede alle promesse. I ristori per contrastare il caro prezzi di mangimi e energia elettrica, le perduranti restrizioni per la peste suina africana e la crisi del settore sono stati il primo passo, ma venerdì ho saputo della firma del decreto di pagamento per le risorse della Pac. Dispiace che si sia arrivati a questo solo dopo tutto il trambusto che ho fatto, sostenuto, come sempre dalla mia associazione di categoria» ha commentato Arzu, che giovedì mattina era in piazza a Cagliari con Coldiretti di cui è socio e dirigente per la mobilitazione generale del mondo agricolo.
Un settore che, anche se su altri fronti, talvolta registra tensioni e gesti inqualificabili come le minacce di morte scritte in un muraglione lungo la statale 389, in località Pira ’e Onni, contro l’Unità di progetto per l’eradicazione della peste suina. E proprio mentre l’intimidazione veniva alla luce, giovedì scorso, la task force messa in campo dall’Udp, abbatteva 40 suini clandestini nelle terre pubbliche di Urzulei. Un’azione di “depopolamento” andata quasi di pari passo con un episodio che è stato respinto con fermezza dal presidente della Regione, Christian Solinas. «Solidarietà e piena fiducia nell’operato del responsabile dell’Udp e dei suoi componenti per lo straordinario lavoro che stanno effettuando nell’interesse dell’Isola» è quanto dichiarato a riguardo dal governatore che difende l'operato della sua amministrazione.
«Il recente report della Commissione europea conferma la bontà del lavoro che si sta facendo. Ora attendiamo il riconoscimento degli enormi progressi fatti con lo sblocco dell’export» ha sottolineato Solinas nel far riferimento agli esiti dell’audit condotto dai revisori europei in missione nell’isola dal 9 al 19 novembre. Un report che – fanno sapere ancora dagli uffici regionali dell’assessorato alla Sanità – è stato regolarmente comunicato alla politica regionale e in riunione dell’Udp agli stakeholder, tra cui i rappresentanti del mondo agricolo con le loro confederazioni e il mondo venatorio. Quelle ultime sieropositività, denunciate a Talana come focolaio per espressa disposizione del regolamento europeo, difficilmente possono sminuire i passi avanti fatti dalla Sardegna. «La sieropositività – ha osservato Antonio Montisci, direttore del servizio di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare – non vuol dire virus ma, riscontrata di recente, significa che i dati epidemiologici sardi lasciano ancora dei dubbi. Il virus non è presente negli allevamenti domestici e ipotizziamo che non sia più presente nei suini bradi illegali, ma sospettiamo che qualche foce virale ancora attiva possa trovarsi nel cinghiale, soprattutto in quelle aree in cui la sorveglianza passiva del territorio non è ancora iniziata».
Un settore che, anche se su altri fronti, talvolta registra tensioni e gesti inqualificabili come le minacce di morte scritte in un muraglione lungo la statale 389, in località Pira ’e Onni, contro l’Unità di progetto per l’eradicazione della peste suina. E proprio mentre l’intimidazione veniva alla luce, giovedì scorso, la task force messa in campo dall’Udp, abbatteva 40 suini clandestini nelle terre pubbliche di Urzulei. Un’azione di “depopolamento” andata quasi di pari passo con un episodio che è stato respinto con fermezza dal presidente della Regione, Christian Solinas. «Solidarietà e piena fiducia nell’operato del responsabile dell’Udp e dei suoi componenti per lo straordinario lavoro che stanno effettuando nell’interesse dell’Isola» è quanto dichiarato a riguardo dal governatore che difende l'operato della sua amministrazione.
«Il recente report della Commissione europea conferma la bontà del lavoro che si sta facendo. Ora attendiamo il riconoscimento degli enormi progressi fatti con lo sblocco dell’export» ha sottolineato Solinas nel far riferimento agli esiti dell’audit condotto dai revisori europei in missione nell’isola dal 9 al 19 novembre. Un report che – fanno sapere ancora dagli uffici regionali dell’assessorato alla Sanità – è stato regolarmente comunicato alla politica regionale e in riunione dell’Udp agli stakeholder, tra cui i rappresentanti del mondo agricolo con le loro confederazioni e il mondo venatorio. Quelle ultime sieropositività, denunciate a Talana come focolaio per espressa disposizione del regolamento europeo, difficilmente possono sminuire i passi avanti fatti dalla Sardegna. «La sieropositività – ha osservato Antonio Montisci, direttore del servizio di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare – non vuol dire virus ma, riscontrata di recente, significa che i dati epidemiologici sardi lasciano ancora dei dubbi. Il virus non è presente negli allevamenti domestici e ipotizziamo che non sia più presente nei suini bradi illegali, ma sospettiamo che qualche foce virale ancora attiva possa trovarsi nel cinghiale, soprattutto in quelle aree in cui la sorveglianza passiva del territorio non è ancora iniziata».
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