La Nuova Sardegna

La studentessa bacchettata dalla prof a Roma è stata offesa. Ma nel luogo in cui si studia  è corretto essere ordinati anche nel look 

Niente scandalo per una pancia scoperta: la volgarità è altro

di Emanuele Iavazzo*
Niente scandalo per una pancia scoperta: la volgarità è altro

Non voglio dire che vada adottato un atteggiamento simile, ma sta nel buonsenso dei ragazzi capire quale sia una maniera corretta di vestirsi. Questo non è un incitamento all’inserimento di un “dress...

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Non voglio dire che vada adottato un atteggiamento simile, ma sta nel buonsenso dei ragazzi capire quale sia una maniera corretta di vestirsi. Questo non è un incitamento all’inserimento di un “dress code”, ma semplicemente un invito agli alunni a rinunciare ad abiti che possono essere considerati volgari e cercare di vivere la scuola nella maniera più serena possibile, evitando che si possano creare situazioni come quella citata precedentemente.

Per evitare disguidi, essendo il mio il punto di vista di un uomo, ho chiesto a un’amica di esprimere il suo.

«Essendo una adolescente, anche a me è capitato di vestirmi a modo mio, anche sapendo di trovarmi a scuola. E penso che così come al lavoro, anche la scuola richieda un dress code opportuno. Per fortuna siamo liberi di vestirci come ci pare, e la scelta dell’abbigliamento rappresenta un modo di esprimere il nostro pensiero. Ma è inopportuno, in un contesto scolastico, un certo tipo di abbigliamento. Molti adulti, al giorno d’oggi, accusano i ragazzi di vestirsi in determinati modi, solo per apparire in un certo modo agli occhi degli altri, ma, come nel mio caso, si tratta solo di gusti personali. Per quanto riguarda la scuola è giusto che ci sia un dress code destinato sia alle femmine che ai maschi. I ragazzi non hanno tanti problemi con i vestiti a differenza delle ragazze, sono più basic. Le femmine è giusto che sappiano che in un contesto scolastico possono risultare fuori luogo un top esageratamente corto, minigonne, pantaloncini o magliette scollate».

La mia amica chiede che si trovi un punto di equilibrio: «Credo che se si intravede un minimo di pancia, non ci sia da scandalizzarsi . Anche perché nel caso della studentessa romana, la pancia si è scoperta durante un balletto. È meglio essere ragionevoli, con una via di mezzo che non scontenta nessuno: no agli indumenti volgari ma senza limitare troppo le libere scelte dei ragazzi. Per quanto riguarda la professoressa, invece, lei ha il ruolo di insegnare e tutelare gli studenti e dargli l’esempio. E il suo comportamento è stato inaccettabile.

La critica pronunciata dalla donna è stata scorretta nei confronti dell’alunna, perché sottindendeva molto altro. La ragazza è stata offesa e i suoi compagni le hanno manifestato solidarietà: ma vestendosi in un certo modo, cioè con un abbigliamento “da prostitute” hanno generato solo ulteriore confusione».

*Emanuele frequenta il Liceo Scientifico Fermi di Alghero. (Ha collaborato Debora Fermo)

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