La Nuova Sardegna

Più carbone e meno gas: la guerra stravolge tutti gli scenari

Giuseppe Centore
La centrale di Fiumesanto
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La centrale di Fiumesanto

Prime decisioni del governo, condivise con tutti i partner europei, per ridurre col tempo la dipendenza dal gas russo e dalla tecnologia cinese

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CAGLIARI. La crisi internazionale ha ovviamente cambiato l'agenda del Governo e quindi l'attesa firma del presidente del Consiglio Draghi sul decreto energia Sardegna ancora non ci sarà.Ma di energia nelle tante riunioni di ieri si è parlato a lungo, impostando decisioni sino a ieri inaspettate che stravolgono percorsi già tracciati e rimettono in discussione certezze e scelte. La guerra, spiega una fonte di governo, «cambia lo scenario» e visto che «non sarà una cosa breve» bisogna attrezzarsi fin da subito. Il governo, viene spiegato, sta studiando tutte le opzioni utili, da un lato per spingere al massimo le rinnovabili, nel medio periodo. E nell'immediato per aumentare il più possibile la produzione di gas - guardando al Tap e prevedendo un maggiore ricorso al carbone - per evitare di rimanere spiazzati se si avverasse lo scenario peggiore, quello di uno stop delle forniture da parte di Mosca.

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