L’appello di Draghi: «Giorni bui, serve unità»
L’invasione dell’Ucraina «riporta l’Europa alla seconda guerra mondiale» L’impegno del Governo: «Stiamo lavorando per limitare le conseguenze»
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[FIRMA&LUOGO]di Silvia Gasparetto
<MC>ROMA
[TESTO]Siamo davanti a una «minaccia terribile» e dobbiamo «rimanere uniti», perché il conflitto riporta l'Europa «ai suoi giorni più bui» e «non può essere tollerato». Fa appello all'unità dei partiti il presidente del Consiglio Mario Draghi ed esprime con assoluta fermezza anche in Parlamento la condanna per l'attacco «inaccettabile» di Vladimir Putin all'Ucraina. Una guerra che riporta al dramma della Seconda guerra mondiale, fa il paragone il premier riecheggiando le parole attribuite a Winston Churchill, che colpisce «i più fondamentali valori europei» e che rischia di essere «solo l'inizio» di un «profondo» sconvolgimento degli equilibri.
Il presidente del Consiglio si presenta prima alla Camera e poi al Senato mentre le truppe russe sono a un passo da Kiev. Qualche colpo di tosse e numerosi applausi interrompono la sua informativa: quando esprime la solidarietà agli ucraini, costretti nei bunker e nelle metropolitane («immagini terribili»), quando ringrazia la Farnesina («pianifichiamo una evacuazione in sicurezza») e la Difesa per l'impegno di queste ore. Ma anche quando bacchetta «l'imprudenza» che non ha portato, in passato, a diversificare a sufficienza le fonti di energia, e che oggi ci fa dipendere per oltre il 45% dal gas russo. Con voce commossa Draghi racconta anche della situazione del presidente ucraino Zelensky, «nascosto» con la famiglia perché nel mirino delle forze russe. Il premier rivela un contatto mancato, la mattina presto, ricevendo via Twitter in risposta dallo stesso Zelensky un ironico «la prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica...». Parole che secondo alcune interpretazioni nasconderebbero la delusione per una presunta posizione troppo morbida di Italia e Germania sul nodo sanzioni. Ma Roma, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, mentre monta la polemica sull'esclusione della Russia da Swift, non ha chiesto «eccezioni» e si muove, dice anche il premier nel suo discorso, «perfettamente in linea» non solo con Berlino, ma anche con la Francia, l'Ue e i partner del G7.
E questo nuovo pacchetto di sanzioni potrà essere ancora inasprito, se servirà. Certo, il contraccolpo per l'economia italiana ci sarà ma «non ci faremo trovare impreparati», assicura il premier, illustrando il piano di emergenza per l'energia. «Il governo è al lavoro per approntare tutte le misure necessarie», dice Draghi citando tra l'altro possibili «sospensioni» nell'industria e nel termoelettrico, ma anche il progetto di aumentare il gas naturale liquefatto importato dagli Usa («Biden ci ha dato la disponibilità, lo ringrazio»), e di portare a pieno regime i gasdotti Tap, TransMed e GreenStream. «Una riflessione» andrà fatta anche sui rigassificatori e sulla possibilità di riaprire centrali a carbone se servisse a colmare eventuali mancanze nell'immediato. In più se sarà necessario, «e lo sarà», sottolinea a braccio il premier, il governo interverrà ancora anche contro il caro-bollette. E subito Matteo Salvini torna alla carica con la necessità di «un decreto urgente, la prossima settimana, con uno scostamento e diversi miliardi», evocato di nuovo peraltro anche dal capodelegazione 5S Stefano Patuanelli.
<MC>ROMA
[TESTO]Siamo davanti a una «minaccia terribile» e dobbiamo «rimanere uniti», perché il conflitto riporta l'Europa «ai suoi giorni più bui» e «non può essere tollerato». Fa appello all'unità dei partiti il presidente del Consiglio Mario Draghi ed esprime con assoluta fermezza anche in Parlamento la condanna per l'attacco «inaccettabile» di Vladimir Putin all'Ucraina. Una guerra che riporta al dramma della Seconda guerra mondiale, fa il paragone il premier riecheggiando le parole attribuite a Winston Churchill, che colpisce «i più fondamentali valori europei» e che rischia di essere «solo l'inizio» di un «profondo» sconvolgimento degli equilibri.
Il presidente del Consiglio si presenta prima alla Camera e poi al Senato mentre le truppe russe sono a un passo da Kiev. Qualche colpo di tosse e numerosi applausi interrompono la sua informativa: quando esprime la solidarietà agli ucraini, costretti nei bunker e nelle metropolitane («immagini terribili»), quando ringrazia la Farnesina («pianifichiamo una evacuazione in sicurezza») e la Difesa per l'impegno di queste ore. Ma anche quando bacchetta «l'imprudenza» che non ha portato, in passato, a diversificare a sufficienza le fonti di energia, e che oggi ci fa dipendere per oltre il 45% dal gas russo. Con voce commossa Draghi racconta anche della situazione del presidente ucraino Zelensky, «nascosto» con la famiglia perché nel mirino delle forze russe. Il premier rivela un contatto mancato, la mattina presto, ricevendo via Twitter in risposta dallo stesso Zelensky un ironico «la prossima volta cercherò di spostare l'agenda bellica...». Parole che secondo alcune interpretazioni nasconderebbero la delusione per una presunta posizione troppo morbida di Italia e Germania sul nodo sanzioni. Ma Roma, sottolineano fonti di Palazzo Chigi, mentre monta la polemica sull'esclusione della Russia da Swift, non ha chiesto «eccezioni» e si muove, dice anche il premier nel suo discorso, «perfettamente in linea» non solo con Berlino, ma anche con la Francia, l'Ue e i partner del G7.
E questo nuovo pacchetto di sanzioni potrà essere ancora inasprito, se servirà. Certo, il contraccolpo per l'economia italiana ci sarà ma «non ci faremo trovare impreparati», assicura il premier, illustrando il piano di emergenza per l'energia. «Il governo è al lavoro per approntare tutte le misure necessarie», dice Draghi citando tra l'altro possibili «sospensioni» nell'industria e nel termoelettrico, ma anche il progetto di aumentare il gas naturale liquefatto importato dagli Usa («Biden ci ha dato la disponibilità, lo ringrazio»), e di portare a pieno regime i gasdotti Tap, TransMed e GreenStream. «Una riflessione» andrà fatta anche sui rigassificatori e sulla possibilità di riaprire centrali a carbone se servisse a colmare eventuali mancanze nell'immediato. In più se sarà necessario, «e lo sarà», sottolinea a braccio il premier, il governo interverrà ancora anche contro il caro-bollette. E subito Matteo Salvini torna alla carica con la necessità di «un decreto urgente, la prossima settimana, con uno scostamento e diversi miliardi», evocato di nuovo peraltro anche dal capodelegazione 5S Stefano Patuanelli.
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