La Nuova Sardegna

Anci: una poltrona per due Ciccolini sfida Deiana

di Umberto Aime
Anci: una poltrona per due Ciccolini sfida Deiana

Nuove divisioni all’interno del Pd dopo l’accordo trasversale per il Cal

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CAGLIARI. Dai sindaci contro per la presidenza del Consiglio delle autonomie, quarantott’ore fa, fino allo scontro che di sicuro ci sarà nella prossima assemblea dell’Anci, convocata giovedì 10 marzo, a Cagliari. Il legame fra questi due appuntamenti elettorali esiste, anche se uno è stato appena consumato e l’altro lo sarà a breve. La cinghia di trasmissione può sembrare contorta e invece non lo è. La prima sfida, quella per il Cal, è stata vinta l’altro giorno da una strana alleanza fra pezzi del centrosinistra in libera uscita e buona parte del blocco di centrodestra. È finita, si sa, con l’elezione alla presidenza della sindaca di Sestu Maria Paola Secci, area Riformatori e quindi emanazione del centrodestra. Ma solo dopo il passo indietro, «le contrapposizioni sui nomi non mi piacciono», dichiarato da Graziano Milia, sindaco di Quartu, e fino all’ultimo possibile candidato unitario seppure designato da gran parte del centrosinistra regolare. La seconda partita, invece, è ancora aperta, ma si è già accesa, dentro le stanze del Pd e non solo, fra il presidente uscente Emiliano Deiana, ex sindaco di Bortigiadas e ora consigliere comunale nello stesso Municipio, e Giuseppe Ciccolini, sindaco a Bitti. Fatte queste premesse e ricordato che i protagonisti del battibecco di queste ore, Deiana e Ciccolini, nel 2017 sono stati già avversari sempre per la presidenza dell’Anci (vinse Deiana dopo diversi ricorsi) ecco quale sarebbe oggi l’anello di congiunzione fra il nuovo Cal e la futura presidenza dell’Associazione dei sindaci.

Il retroscena. L’altro giorno, seppure sotto traccia, Emiliano Deiana, iscritto al Pd, sarebbe stato uno dei padri dell’accordo traversale che ha finito per mettere a soqquadro il Cal, con l’elezione di Maria Paola Secci. All’inizio sostenuta, in contrapposizione a Milia, dall’assessore Aldo Salaris (Riformatori) e da Fausto Piga, consigliere regionale di Fdi, ma alla fine votata anche da diversi sindaci del centrosinistra, quelli in libera uscita. Però soprattutto questo accordo recente e fuori dagli schemi, poi risultato vincente, sarebbe anche la base elettorale su cui lo stesso Deiana farebbe affidamento: chiede di essere confermato alla presidenza dell’Anci, nonostante non sia più sindaco ma solo un consigliere comunale. Di contro Giuseppe Ciccolini, anche lui iscritto al Pd, sempre in queste ore potrebbe essere invece uscito allo scoperto, per evitare al centrosinistra, quello più ortodosso, una seconda clamorosa sconfitta, giovedì 10 marzo all’assemblea dell’Anci, dopo quella appena subita al Cal. Perché, lo sanno tutti, perdere un’altra presidenza sarebbe una debacle senza precedenti per chi, il centrosinistra appunto, finora aveva sempre monopolizzato i vertici sia del Consiglio delle autonomie sia dell’Associazione fra i Comuni.

L’attacco. Giuseppe Ciccolini è andato in avanscoperta con un post su Facebook e rivolto in prima persona proprio a Deiana. «Negli ultimi cinque anni – scrive – ho collaborato lealmente con te nella stesura di documenti, nel condividere azioni e impegno politico in modo disinteressato e propositivo fino a raggiungere spesso gli obiettivi che ci eravamo posti. Tuttavia oggi, penso che una tua ricandidatura da presidente uscente, non più come sindaco ma come consigliere comunale, rischierebbe di soffocare o quantomeno condizionare un libero confronto fra tutti noi». Un confronto – prosegue Ciccolini – da cui invece «potrebbero nascere idee e progetti capaci di rilanciare la nostra Associazione». Quindi, conclude il sindaco di Bitti, «la proposta che ti rivolgo non è un giudizio sul tuo operato, ma nasce dalla considerazione che oggi l’Anci ha bisogno di una unità che in parte s’è persa negli ultimi anni». Per questo – va avanti – «dobbiamo rimetterci in pista da subito, investendo la nostra prossima assemblea del mandato necessario per ridiscutere le strategie e gli interventi da oggi in poi capaci di assicurare un ruolo nuovo alla nostra Associazione». In buona sostanza: «Caro Emiliano, fai un passo indietro».

La replica. Emiliano Deiana ha risposto sempre su Facebook a Ciccolini. «Non ci sarà – scrive – alcun passo indietro da parte mia, semmai passi avanti». Per poi aggiungere, confermando di fatto la sua ricandidatura, che «lo Statuto dell’Anci concede anche a un consigliere comunale, eletto in un piccolo paese, di aspirare alla presidenza dell’Associazione dei Comuni». Poi, in un altro passaggio: «Ti comunico tra l’altro di aver già scritto una lettera aperta a tutti i sindaci, riproponendomi. Lettera che ovviamente ha suscitato delle reazioni: moltissime positive, poche, pochissime, negative e non afferenti né la mia persona né il bilancio di questi cinque anni, semmai alle scorie del confronto con te di cinque anni fa: un'era geologica, in politica».

Fino alla stoccata finale: «L’unità da te oggi evocata – rivolto ancora a Ciccolini – è per me, solo quella praticata in questi anni senza fare nessuna distinzione né di colore politico né di diversità di vedute». Cioè – conclude – «quella quotidiana e disinteressata, da piedi nel fango della fatica e non quella solo enunciata e alla quale non segue mai nessun atto concreto». Come andrà a finire lo si scoprirà giovedì 10 marzo.

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