Anci, si cerca un nome unitario
L’appello di Ciccolini per un candidato oltre gli schieramenti. Ma Deiana: sono in campo e non mi ritiro
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SASSARI. La guerra si combatte per l’Anci, ma sullo sfondo ci sono il congresso del Pd, le politiche e le regionali. La ricandidatura di Emiliano Deiana ha spaccato il fronte dei sindaci. Il suo ex sfidante, Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti, dem come l’attuale presidente, gli ha chiesto ufficialmente di fare un passo indietro, ricevendo però un netto rifiuto. Un fiume di parole che sembrava delineare, per il 10 marzo a Cagliari, lo stesso duello di cinque anni fa. Ma in realtà Ciccolini ha fatto da portavoce a una parte del Pd (e non solo) che non vede di buon occhio il bis dell’ex sindaco di Bortigiadas. Tanto che in chiave anti-Deiana emergono già diversi candidati. Dal Pd spuntano i nomi di Mauro Usai, sindaco di Iglesias, area Fadda, e di quello di Carbonia, Pietro Morittu, area Cabras. Ma anche il centrodestra vorrebbe dire la sua: a sud emerge Alberto Urpi, sindaco di Sanluri, vicino a Stefano Tunis, mentre a nord non disdegnerebbe il timone dell’Anci Mario Conoci, sindaco di Alghero, sardista.
Ma l’obiettivo della lettera di Ciccolini è quello di trovare un nome unitario che metta insieme centrodestra e centrosinistra. Magari una sindaca, come è già accaduto al Cal, dove è stata eletta Maria Paola Secci, sindaca di Sestu, Riformatori. Una elezione su cui si è detto avrebbe avuto un ruolo determinante proprio Deiana, ma su questa ricostruzione non ci sta Daniela Falconi, sindaca di Fonni, tesserata Pd fino al 2013, ora comunque area centrosinistra. «La verità è che i sindaci di centrodestra erano molto compatti su Paola, una collega con cui ho collaborato e a cui ho detto: non chiedermi di sostenerti, ma sappi che se ci sarà la possibilità di avere un voto unanime io sarò con te». Falconi, dunque, smonta l’ipotesi di un’intesa tra Deiana e i centristi del centrodestra. «Non c’è stato alcun accordo, ne ho parlato anche con Graziano Milia (sindaco di Quartu, inizialmente candidato alla guida del Cal, ndr). Lui aveva dato la disponibilità solo in caso di unanimità. Quando ha visto l’altra candidatura si è ritirato. Ho apprezzato molto il suo gesto». Sulla sfida dell’Anci la sindaca di Fonni non ha dubbi. «Vorrei che la comunità dei sindaci votasse in maniera libera seguendo le persone più adatte a rappresentarci. Io sosterrò convintamente Emiliano». Dal canto suo, Deiana si affida a un breve commento. «Il mio approccio è che non farò nessuna polemica con nessuno. Mi sono ricandidato, la candidatura è in campo e non sarà ritirata. Due cose sono certo non c’entrino nulla con l’elezione dell’Anci: l’elezione del presidente del Cal e il congresso del Pd. Chi tenta di confondere i piani è confuso lui stesso».
In qualche modo, però, il congresso dem resta sullo sfondo. Deiana è il secondo firmatario dell’appello con cui si chiede un Pd oltre le correnti. La prima firma è quella della deputata Romina Mura. Un appello che per ora è solo congelato in attesa che il commissario Enrico Borghi, inviato da Letta, provi a trovare un nome buono per tutte le anime del Pd. E non è un mistero che Mura sia uno dei candidati più gettonati per la nomination alla leadership del centrosinistra alle regionali del 2024. Insieme al suo nome circolano anche quelli di Graziano Milia e Andrea Soddu, sindaci di Quartu e Nuoro, che nel 2020 hanno stravinto le comunali (anche) contro i candidati del Pd. (al.pi.)
Ma l’obiettivo della lettera di Ciccolini è quello di trovare un nome unitario che metta insieme centrodestra e centrosinistra. Magari una sindaca, come è già accaduto al Cal, dove è stata eletta Maria Paola Secci, sindaca di Sestu, Riformatori. Una elezione su cui si è detto avrebbe avuto un ruolo determinante proprio Deiana, ma su questa ricostruzione non ci sta Daniela Falconi, sindaca di Fonni, tesserata Pd fino al 2013, ora comunque area centrosinistra. «La verità è che i sindaci di centrodestra erano molto compatti su Paola, una collega con cui ho collaborato e a cui ho detto: non chiedermi di sostenerti, ma sappi che se ci sarà la possibilità di avere un voto unanime io sarò con te». Falconi, dunque, smonta l’ipotesi di un’intesa tra Deiana e i centristi del centrodestra. «Non c’è stato alcun accordo, ne ho parlato anche con Graziano Milia (sindaco di Quartu, inizialmente candidato alla guida del Cal, ndr). Lui aveva dato la disponibilità solo in caso di unanimità. Quando ha visto l’altra candidatura si è ritirato. Ho apprezzato molto il suo gesto». Sulla sfida dell’Anci la sindaca di Fonni non ha dubbi. «Vorrei che la comunità dei sindaci votasse in maniera libera seguendo le persone più adatte a rappresentarci. Io sosterrò convintamente Emiliano». Dal canto suo, Deiana si affida a un breve commento. «Il mio approccio è che non farò nessuna polemica con nessuno. Mi sono ricandidato, la candidatura è in campo e non sarà ritirata. Due cose sono certo non c’entrino nulla con l’elezione dell’Anci: l’elezione del presidente del Cal e il congresso del Pd. Chi tenta di confondere i piani è confuso lui stesso».
In qualche modo, però, il congresso dem resta sullo sfondo. Deiana è il secondo firmatario dell’appello con cui si chiede un Pd oltre le correnti. La prima firma è quella della deputata Romina Mura. Un appello che per ora è solo congelato in attesa che il commissario Enrico Borghi, inviato da Letta, provi a trovare un nome buono per tutte le anime del Pd. E non è un mistero che Mura sia uno dei candidati più gettonati per la nomination alla leadership del centrosinistra alle regionali del 2024. Insieme al suo nome circolano anche quelli di Graziano Milia e Andrea Soddu, sindaci di Quartu e Nuoro, che nel 2020 hanno stravinto le comunali (anche) contro i candidati del Pd. (al.pi.)
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