La Nuova Sardegna

Il mondo nel terrore ma è sbagliato dimenticare il Covid

di Andrea Ruzzeddu*
Il mondo nel terrore ma è sbagliato dimenticare il Covid

Il periodo di pace più lungo della storia sembra giungere al termine. La Russia (o, per meglio dire, Putin) si sente sempre più ininfluente e l’annessione dell’Ucraina alla Nato è proprio la goccia...

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Il periodo di pace più lungo della storia sembra giungere al termine. La Russia (o, per meglio dire, Putin) si sente sempre più ininfluente e l’annessione dell’Ucraina alla Nato è proprio la goccia che fa traboccare il vaso. Nessun Paese occidentale pare disposto ad affrontare una guerra considerata anche la recente crisi economica causata dalla pandemia e dunque ci si limita a manifestare disappunto con pesanti sanzioni. Tuttavia il conflitto non è ad armi pari poiché Putin replica con manovre più prorompenti annunciando l’intenzione di accendere la miccia innescando un conflitto mondiale. Lo sta già facendo in Ucraina col pretesto di demilitarizzare e denazificare il Paese, anche se sembra più una campagna di conquista che debba per forza chiudersi con un solo vincitore. Non ci penserà due volte prima di fare la stessa mossa con l’Ue che ha un arsenale da nulla rispetto a quello stipato nel “garage russo”.

Intanto è sorprendente vedere come il Covid sembri essere sparito. Ora c’è solo questo conflitto su tutti i telegiornali come che sia l’unico orrore del giorno. Succede sempre così: un tema supera l’altro. Va bene fare informazione su più argomenti possibili, ma non sarebbe meglio anche raccontare le storie fino all’ultima pagina nonostante il finale positivo o negativo? In questo modo, chi è facilmente suggestionabile rischia di cadere in una crisi nervosa, e la maggior parte di noi ormai è psicologicamente fragile perché “pandemia docet”: anche prima che il Covid si diffondesse dicevamo “intanto non mi tocca” sulla scorta dell’epidemia di ebola, delle guerre in Medio Oriente (anche quelle iniziate ormai secoli fa, ma non se ne parla più) e degli attentati islamici; eppure il Covid ci ha toccato indistintamente. Dunque la scelta di mettere in pausa (o di far dimenticare) un argomento di discussione sembra più una decisione legata al business: fare informazione per mantenere alto lo share. Considerato che non tutti hanno la possibilità di cercare le informazioni sui temi che più interessano, chi informerà queste persone? Si sta parlando di anziani e persone senza l’accesso a Internet: chi si prenderà cura delle menti di questi individui? La guerra che sta progressivamente coinvolgendo il mondo intero è certamente un problema gravissimo: c’è gente che muore e fugge disperatamente verso i Paesi confinanti. Tuttavia non sono importanti solo i morti ucraini, ma anche quelli sfiniti dal Covid che ancora meritano di essere ricordati per non far cadere il livello di attenzione sul problema.

*Andrea frequenta il Liceo Europeo Canopoleno a Sassari

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