Il virus non dà tregua terapie intensive sopra la soglia del 10%
L’isola è l’unica regione con il tasso di occupazione al 12,7% Altri cinque decessi: tra le vittime anche una centenaria
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SASSARI. Nell’altalena dei contagi, ieri è stato il giorno del segno meno, con un numero in calo rispetto alla comunicazione precedente. Non cala, invece, il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, il più alto in Italia come valore percentuale. L’isola, dunque, non è al sicuro e il virus continua a mietere vittime, cinque solo ieri tra cui una centenaria originaria della provincia di Oristano.
Terapie intensive. La Sardegna è l’unica regione a superare la soglia di allerta del 10% per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto in rianimazione. Nell’isola il 12,7% dei reparti è occupato da pazienti Covid. Negativo anche il conto dell’occupazione delle aree mediche degli ospedali, con il 20% dei letti occupati. In questo caso l’isola è in compagnia di altre nove regioni: Abruzzo (23,4%); Basilicata (24,4%); Calabria (24,5%); Lazio (19,2%); Liguria (16,5%); Marche (17,7%); Puglia (19,8%); Sicilia (25,6%); Umbria (22,1%). Un elenco che non cancella il calo del tasso di occupazione a livello nazionale, sceso per la prima volta dallo scorso dicembre sotto la soglia, fissandosi al 14,7%.
Il bollettino. I 1.190 casi diagnosticati ieri segnano un calo di 200 contagi rispetto al numero segnalato nel bollettino precedente che però fa il paio con numero inferiore di test effettuati. Tra molecolari e antigenici, infatti, nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.705 tamponi (contro i 10.143 della giornata precedente) che quindi fanno lievitare il tasso di positività fino al 12,2%. Risale lievemente anche la pressione sugli ospedali con tre pazienti in più ricoverati nei reparti di terapia intensiva (29 in totale) e sei in più in area medica sono (327). Sempre meno persone, invece, si trovano in isolamento domiciliare (24.792, - 1.166). I cinque decessi riguardano due uomini di 85 e 95 anni, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; una donna di 101 anni e un uomo di 78, residenti nella provincia di Oristano e un uomo di 88 anni residente nella provincia di Nuoro.
Vaccini. L'84,3% dei sardi ha completato il ciclo vaccinale, un punto percentuale sopra la media italiana che si ferma al 83,4%. A queste percentuali bisogna aggiungere un ulteriore 2% per la Sardegna e un 2,1% per l'Italia che ha ricevuto solo la prima dose. È quanto emerge dal report settimanale della Fondazione Gimbe. Le persone vaccinate sono 1.348.126, mentre sono ancora 152mila i sardi ancora non vaccinati. Tra questi quasi 34mila sono bambini tra i 5 e gli 11 anni. In quest'ultimo caso i piccoli che hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi rappresentano il 35,7% (media Italia 31%) a cui aggiungere un ulteriore 9,8% (media Italia 5,9%) con solo la prima dose. Infine il tasso di copertura vaccinale con terza dose è dell'83,5%, poco sotto la media italiana che si attesta sull'83,9%.
Terapie intensive. La Sardegna è l’unica regione a superare la soglia di allerta del 10% per quanto riguarda l’occupazione dei posti letto in rianimazione. Nell’isola il 12,7% dei reparti è occupato da pazienti Covid. Negativo anche il conto dell’occupazione delle aree mediche degli ospedali, con il 20% dei letti occupati. In questo caso l’isola è in compagnia di altre nove regioni: Abruzzo (23,4%); Basilicata (24,4%); Calabria (24,5%); Lazio (19,2%); Liguria (16,5%); Marche (17,7%); Puglia (19,8%); Sicilia (25,6%); Umbria (22,1%). Un elenco che non cancella il calo del tasso di occupazione a livello nazionale, sceso per la prima volta dallo scorso dicembre sotto la soglia, fissandosi al 14,7%.
Il bollettino. I 1.190 casi diagnosticati ieri segnano un calo di 200 contagi rispetto al numero segnalato nel bollettino precedente che però fa il paio con numero inferiore di test effettuati. Tra molecolari e antigenici, infatti, nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 9.705 tamponi (contro i 10.143 della giornata precedente) che quindi fanno lievitare il tasso di positività fino al 12,2%. Risale lievemente anche la pressione sugli ospedali con tre pazienti in più ricoverati nei reparti di terapia intensiva (29 in totale) e sei in più in area medica sono (327). Sempre meno persone, invece, si trovano in isolamento domiciliare (24.792, - 1.166). I cinque decessi riguardano due uomini di 85 e 95 anni, residenti nella Città Metropolitana di Cagliari; una donna di 101 anni e un uomo di 78, residenti nella provincia di Oristano e un uomo di 88 anni residente nella provincia di Nuoro.
Vaccini. L'84,3% dei sardi ha completato il ciclo vaccinale, un punto percentuale sopra la media italiana che si ferma al 83,4%. A queste percentuali bisogna aggiungere un ulteriore 2% per la Sardegna e un 2,1% per l'Italia che ha ricevuto solo la prima dose. È quanto emerge dal report settimanale della Fondazione Gimbe. Le persone vaccinate sono 1.348.126, mentre sono ancora 152mila i sardi ancora non vaccinati. Tra questi quasi 34mila sono bambini tra i 5 e gli 11 anni. In quest'ultimo caso i piccoli che hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi rappresentano il 35,7% (media Italia 31%) a cui aggiungere un ulteriore 9,8% (media Italia 5,9%) con solo la prima dose. Infine il tasso di copertura vaccinale con terza dose è dell'83,5%, poco sotto la media italiana che si attesta sull'83,9%.
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