La Nuova Sardegna

«Meno limiti ai sindaci? Il rischio sono gli sprechi»

di Mauro Lissia
«Meno limiti ai sindaci? Il rischio sono gli sprechi»

Il procuratore regionale della Corte dei Conti critica la scelta del governo Il danno erariale non verrà valutato sulla base della colpa grave ma del dolo

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CAGLIARI. Con il Pnrr sono in arrivo nel nostro paese 222,1 miliardi di euro, che le amministrazioni pubbliche di ogni livello dovranno gestire. Più soldi ci sono, più cresce il rischio legato alla corruzione. E il governo che cosa fa? Lancia un disegno di legge con procedimento accelerato (il 2324) che introduce nuovi limiti alla responsabilità dei sindaci, rivolto a rendere più veloci le decisioni mettendo da parte la “paura della firma”, il timore di incorrere nel danno erariale. Stop alla burocrazia difensiva, viva la leggerezza. In altre parole: salta la responsabilità per colpa grave, il rischio di finire davanti alla Corte dei Conti resta legato all’evidenza del dolo, vale a dire alla piena consapevolezza di arrecare danni economici alle casse pubbliche. A denunciare quello che appare come un regalo destinato agli amministratori più disinvolti è stato Bruno Domenico Tridico, il procuratore regionale della Corte dei Conti, alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno contabile. La sua relazione è in buona parte un richiamo al pericolo che la montagna di denaro destinata dall’Europa all’Italia sulla scia della pandemia finisca nel calderone della mala amministrazione: «In presenza di tale mole di risorse - ha detto Tridico - è un errore strategico attenuare i presìdi di legalità e di garanzia del loro corretto e proficuo impiego escludendo la responsabilità per colpa grave». Amara la considerazione che segue nella relazione del magistrato: «Indubbiamente è molto più semplice deresponsabilizzare che semplificare le regole dell’agire, ma semplificare è una difficile arte ed è certo che la deresponsabilizzazione comporta maggiori costi per il sistema Paese, correlati a minori servizi per la comunità amministrata».

Il lungo elenco di casi di danno erariale trattati dalla Corte dei Conti e citati nella relazione della presidente Donata Cabras sembra dare ragione al procuratore regionale: dalle 27 sentenze di condanna di ex consiglieri regionali per l’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi politici (tre milioni e 340 mila euro il danno patrimoniale messo in luce finora) all’inutile format televisivo da un milione e 73 mila euro pagato da Sardegna Promozione, fino all’invito a dedurre notificato all’Università di Sassari per un danno di un milione e 405 mila euro legato a emolumenti che non spettavano ai dipendenti. Una catena di sprechi che si è allungata nel 2022 con altri 11 inviti a dedurre e 26 atti di citazione, cifre che mostrano l’efficienza del controllo giudiziario della Corte dei Conti e illuminano la zona oscura dell’amministrazione pubblica, quella in cui il bene pubblico diventa interesse privato: «Le politiche di sostegno all’economia sono state varate con ingenti risorse - ha detto ancora Tridico - ma è necessario un rapporto tra etica e economia, perché non vi è vero sviluppo senza etica».

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