[EMPTYTAG]Scappare è impossibile L’obiettivo ora è Odessa
Fallisce anche il secondo tentativo per evacuare Mariupol, la città accerchiata Le truppe dello zar stringono nella morsa le regioni del sud, ma anche la capitale
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[FIRMA&LUOGO]di Luca Mirone
<MC>ROMA
[TESTO]La fuga dei 200mila civili di Mariupol dalla prigione dei bombardamenti russi appare un'impresa quasi disperata. È stata la Croce Rossa, dopo il secondo tentativo in 48 ore di aprire i corridoi umanitari, a comunicare il fallimento delle evacuazioni. Ancora una volta, tra le accuse incrociate di Mosca e Kiev. E la guerra continua, su tutti i fronti. Al sud, dove i russi sarebbero pronti a colpire Odessa, ma anche nella capitale, sempre più stretta d'assedio con pesanti raid nei sobborghi. E vittime tra i civili.
Intorno a mezzogiorno le autorità di Mariupol hanno annunciato l'apertura dei corridoi per i profughi. Ma nello spazio di un respiro le speranze degli abitanti della città sul Mar Nero, tra le più bersagliate dall'inizio dell'invasione russa, sono state soffocate. «Tra scene spaventose di sofferenza umana, un secondo tentativo di iniziare l'evacuazione di circa 200.000 persone è stato interrotto», ha comunicato il Comitato internazionale della Croce Rossa, che avrebbe dovuto gestire l'operazione.
Il Cremlino ha accusato le autorità di Kiev. La versione di Mosca è che i civili vengono utilizzati dai «nazionalisti» come «scudi umani» per guadagnare tempo. Per gli ucraini, invece, i russi hanno continuato a sparare mentre si radunavano i convogli. «Molte persone sono venute in centro perché hanno sentito che c'era un cessate il fuoco e autobus per portarli fuori, ma i bombardamenti hanno ripreso e non sono riusciti a tornare ai loro rifugi», ha raccontato un ragazzo di 27 anni. «Abbiamo sentito esplosioni in diverse aree della città, anche vicino all'ospedale. Ci sono seri problemi con l'acqua, non si trova il pane e le farmacie sono chiuse», ha riferito Medici Senza Frontiere. Testimonianze che danno il senso di una popolazione in trappola. Mentre in tutto il Paese si assiste ad un esodo di profughi, oltre un milione e mezzo, mai così veloce dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, secondo l'Onu.
Il prolungato assedio di Mariupol sembra confermare che l'obiettivo di Putin in questa fase sia quello di far collassare il nemico dall'interno, nella misura in cui l'avanzata sul terreno delle sue truppe continua ad essere rallentata da una forte resistenza delle forze ucraine (assistite da 100mila volontari, secondo la Guardia Nazionale). Così anche a Kiev, dove i mezzi dell'Armata sono fermi da giorni a decine di chilometri dal centro, c'è stata un'accelerazione nei bombardamenti e nei colpi di artiglieria sui dintorni della capitale.
Una delle località più bersagliate è Irpin, a 20 km a nord-ovest, dove proiettili di mortaio avrebbero colpito un ponte utilizzato dai civili in fuga. Uccidendo otto persone, ha denunciato il sindaco. Tra le vittime, anche una madre e due bambini, come documenta una foto shock pubblicata dal New York Times. La presa di Kiev per i russi è importante quanto la conquista di tutta la parte meridionale dell'Ucraina, per creare una continuità con il Donbass e la Crimea. Proprio nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che i russi si stanno preparando a colpire Odessa. «Potrebbe succedere in qualsiasi momento», ha confermato un funzionario locale. Nel porto principale dell'Ucraina, al confine con la Moldavia, ci sono segnalazioni di un aumento dei posti di blocco militari e di strade in gran parte vuote. Centomila abitanti sono già scappati, chi resta allestisce i rifugi.
La guerra continua anche sugli altri fronti. Nel centro del Paese i russi hanno distrutto l'aeroporto di Vinnytsia, ma soprattutto, è l'allarme di Kiev, vogliono prendere il controllo della diga della centrale idroelettrica di Kaniv. Un'altra chiave per vincere lasciando al buio la nazione, come dimostra la conquista della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
<MC>ROMA
[TESTO]La fuga dei 200mila civili di Mariupol dalla prigione dei bombardamenti russi appare un'impresa quasi disperata. È stata la Croce Rossa, dopo il secondo tentativo in 48 ore di aprire i corridoi umanitari, a comunicare il fallimento delle evacuazioni. Ancora una volta, tra le accuse incrociate di Mosca e Kiev. E la guerra continua, su tutti i fronti. Al sud, dove i russi sarebbero pronti a colpire Odessa, ma anche nella capitale, sempre più stretta d'assedio con pesanti raid nei sobborghi. E vittime tra i civili.
Intorno a mezzogiorno le autorità di Mariupol hanno annunciato l'apertura dei corridoi per i profughi. Ma nello spazio di un respiro le speranze degli abitanti della città sul Mar Nero, tra le più bersagliate dall'inizio dell'invasione russa, sono state soffocate. «Tra scene spaventose di sofferenza umana, un secondo tentativo di iniziare l'evacuazione di circa 200.000 persone è stato interrotto», ha comunicato il Comitato internazionale della Croce Rossa, che avrebbe dovuto gestire l'operazione.
Il Cremlino ha accusato le autorità di Kiev. La versione di Mosca è che i civili vengono utilizzati dai «nazionalisti» come «scudi umani» per guadagnare tempo. Per gli ucraini, invece, i russi hanno continuato a sparare mentre si radunavano i convogli. «Molte persone sono venute in centro perché hanno sentito che c'era un cessate il fuoco e autobus per portarli fuori, ma i bombardamenti hanno ripreso e non sono riusciti a tornare ai loro rifugi», ha raccontato un ragazzo di 27 anni. «Abbiamo sentito esplosioni in diverse aree della città, anche vicino all'ospedale. Ci sono seri problemi con l'acqua, non si trova il pane e le farmacie sono chiuse», ha riferito Medici Senza Frontiere. Testimonianze che danno il senso di una popolazione in trappola. Mentre in tutto il Paese si assiste ad un esodo di profughi, oltre un milione e mezzo, mai così veloce dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, secondo l'Onu.
Il prolungato assedio di Mariupol sembra confermare che l'obiettivo di Putin in questa fase sia quello di far collassare il nemico dall'interno, nella misura in cui l'avanzata sul terreno delle sue truppe continua ad essere rallentata da una forte resistenza delle forze ucraine (assistite da 100mila volontari, secondo la Guardia Nazionale). Così anche a Kiev, dove i mezzi dell'Armata sono fermi da giorni a decine di chilometri dal centro, c'è stata un'accelerazione nei bombardamenti e nei colpi di artiglieria sui dintorni della capitale.
Una delle località più bersagliate è Irpin, a 20 km a nord-ovest, dove proiettili di mortaio avrebbero colpito un ponte utilizzato dai civili in fuga. Uccidendo otto persone, ha denunciato il sindaco. Tra le vittime, anche una madre e due bambini, come documenta una foto shock pubblicata dal New York Times. La presa di Kiev per i russi è importante quanto la conquista di tutta la parte meridionale dell'Ucraina, per creare una continuità con il Donbass e la Crimea. Proprio nelle ultime ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che i russi si stanno preparando a colpire Odessa. «Potrebbe succedere in qualsiasi momento», ha confermato un funzionario locale. Nel porto principale dell'Ucraina, al confine con la Moldavia, ci sono segnalazioni di un aumento dei posti di blocco militari e di strade in gran parte vuote. Centomila abitanti sono già scappati, chi resta allestisce i rifugi.
La guerra continua anche sugli altri fronti. Nel centro del Paese i russi hanno distrutto l'aeroporto di Vinnytsia, ma soprattutto, è l'allarme di Kiev, vogliono prendere il controllo della diga della centrale idroelettrica di Kaniv. Un'altra chiave per vincere lasciando al buio la nazione, come dimostra la conquista della centrale nucleare di Zaporizhzhia.
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