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All’Isola Bianca la carezza della Gallura

All’Isola Bianca la carezza della Gallura

Accoglienza festosa al porto di Olbia all’arrivo della nave con i profughi

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OLBIA. La pace e il sole tiepido della Gallura dopo le drammatiche giornate di guerra nel Donbass. Per i bambini ucraini sbarcati all’Isola Bianca ieri mattina dalla nave Grimaldi partita da Livorno, è cominciata un’altra vita. Ad attenderli il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, e i volontari delle associazioni di soccorso e protezione civile. Sorrisi di gioia ma anche lacrime di sincera commozione, perché gli sguardi di quei bambini raccontano la fine di una brutta storia e l’inizio di un’altra. Sicuramente migliore.

All’Isola Bianca la nave è arrivata poco dopo le 8. Dal portellone d’imbarco e sbarco sono scese le due carovane della solidarietà che hanno portato in Sardegna circa 160 profughi ucraini in fuga dalla guerra. Una missione umanitaria organizzata dall'Unione interparlamentare per l'amicizia tra Italia e Ucraina, guidata dal deputato e coordinatore sardo di Forza Italia, Ugo Cappellacci, e dal console onorario dell'Ucraina nell’isola, Anthony Grande. L’obiettivo: aiutare le popolazioni sotto assedio al confine fra Polonia e Ucraina e portare in Sardegna una sessantina di bambini, fra cui tanti orfani dai 6 ai 12 anni, e venti donne che li accompagnano lontano dai bombardamenti.

Ad accogliere i profughi – bambini e adulti – l’abbraccio ideale di tutta Olbia. Ramoscelli di mimose per le donne (tante) e cioccolatini per i bambini, acquistati direttamente dal sindaco Nizzi e donati a nome del Comune ai bambini che, in fuga dalla guerra, ormai stavano dimenticando carezze e dolcezze.

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