La Nuova Sardegna

Ieri bulla e bullizzata oggi compagne di banco

di Valeria Gianoglio
Ieri bulla e bullizzata oggi compagne di banco

Da due ragazze nuoresi l’esempio di come l’odio può trasformarsi in amicizia

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NUORO. Qualche anno fa, quando la vicenda era scoppiata a Nuoro e da lì, a poco a poco, aveva richiamato l’attenzione dell’intero Stivale, si trovavano su fronti opposti. Una, nella dolorosa posizione di bullizzata, vittima delle dicerie figlie della superstizione – “Porti jella” – e della condanna all’isolamento. L’altra, in quella in realtà non meno complicata della bulla, autrice di telefonate ingiuriose. Questa mattina, davanti ai ragazzi dell’istituto superiore Ciusa, alla presentazione del docufilm del giornalista e scrittore Luca Pagliari “Le parole nel cuore”, ispirato al loro percorso, racconteranno il lieto fine della storia: quell’amicizia nata dalle lacrime, dall’errore, dal travaglio, dal saper chiedere scusa e dal riuscire a dare il perdono. Che, come ricorda l’autore del film, Pagliari, in fondo sono «le facce della stessa medaglia».

E saranno proprio le giovani nuoresi Alessia e Stefania, oggi le protagoniste della giornata di riflessione sul tema del bullismo e cyberbullismo promosso, in collaborazione con l’istituto superiore Ciusa guidato dalla preside Silvia Meloni, dalla cooperativa sociale Lariso, che sul tema da ormai venticinque anni lavora con tenacia e competenza. Il presidente e ricercatore Gianfranco Oppo, in tanti anni di vicende legate al bullismo ne ha viste davvero tante, eppure quest’ultima mancava anche a lui. Perché mai, prima d’ora, aveva avuto il privilegio di accompagnare il percorso di due ex nemiche che diventano amiche. Di una bulla che incontra, chiede perdono, e poi stringe un rapporto privilegiato con quella che appena qualche tempo prima era il bersaglio delle sue cattiverie.

«In tanti anni e tra le centinaia di storie sentite – spiega Oppo – questa è la prima volta che una bulla si ravvede ma anche che una vittima perdoni. Una grande prova di forza in una storia tutta al femminile. Questa storia ci ha insegnato tanto. Ci ha insegnato che quando si lavora con gli adolescenti vale la pena investire in educazione, soprattutto perché anche le situazioni apparentemente senza uscita e irrisolvibili, possono avere un esito inaspettatamente positivo. Nel caso di Alessia e Stefania il rischio è che restassero ingabbiate nel ruolo di carnefice e vittima, anche per i non sempre chiari benefici secondari che ne derivano: visibilità in negativo per la vittima e in positivo per la prepotente».

E questa mattina, nell’auditorium del Ciusa, in viale Costituzione, insieme alla vicenda a lieto fine di Alessia e Stefania, Gianfranco Oppo ripercorrerà i suoi anni di impegno, insieme alla squadra della Lariso, nel campo del bullismo, del cyberbullismo, e della prevenzione del fenomeno. L’occasione gli sarà offerta dal docufilm che il giornalista Luca Pagliari ha confezionato sulla vicenda delle due ragazze nuoresi, e che di recente è stato presentato anche nel corso del “Safer internet day” nazionale promosso dalla polizia di Stato. Ne hanno discusso quasi 150mila ragazzi delle scuole dell’intero Paese.

Al Ciusa, ad assistere e intervenire alla giornata, saranno circa seicento studenti. «Il messaggio più potente e completo che siamo riusciti a cogliere con #Cuoriconnessi è che saper chiedere scusa e saper perdonare sono le facce della stessa medaglia – spiega il giornalista Luca Pagliari – e forse neppure Alessia e Stefania hanno ancora compreso fino in fondo quanto la loro storia possa aiutarci a crescere. Non è solo una questione di bullismo e cyberbullismo, non è un discorso riservato esclusivamente agli adolescenti, siamo oltre. “Io ti chiedo scusa e ti perdono”. Questa è la soluzione che annienta il conflitto, è la base da cui tutto dovrebbe iniziare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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