La Nuova Sardegna

Umiliata la doppia morale di Salvini

di MARCELLO FOIS
Umiliata la doppia morale di Salvini

Per Salvini, e per chi lo sostiene, è evidente che esistano profughi di serie A e profughi di serie B - IL COMMENTO

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«No respect for you». è una formula chiara, un’affermazione senza margini di trattativa etimologica: «Nessun rispetto per lei». Eppure, nei nostri canali informativi, televisione e carta stampata, con temeraria libertà d’interpretazione, quella frase così elementare e diretta è diventata «Io non la ricevo».

A pronunciare questa frase è stato Woichech Bakun, un politico di destra, il sindaco di Przemys, rivolgendosi a un altro politico di destra, il senatore Matteo Salvini che si è recato nella cittadina di confine tra Polonia e Ucraina, che sta vivendo una profonda emergenza profughi, per portare la solidarietà del popolo italiano, soprattutto quello leghista, che com’è noto sulla questione profughi ci ha fatto una carriera. Quel sindaco lì, lontano dalle logiche di strapaese che ci contraddistinguono, con una semplicissima frase: «No respect for you», ha ricordato al senatore Salvini che esistono anche persone che non dimenticano e gli ha chiesto conto del suo curriculum strenuamente filo putiniano. Gli ha fatto notare altresì, pensate a quanta complessità può sussistere in una semplice frase, che trattare fenomeni come l’emergenza profughi solo come volano elettorale è davvero l’ultima deriva di una politica allo sbando. “Nessun rispetto per lei” dunque come a dire che c’è, anche nella destra europea, chi, coltivando la memoria storica, rifiuta il circo mediatico e soprattutto rifiuta di essere complice della politica vissuta come spot. La gara di solidarietà di cui l’onorevole Salvini vuole accreditarsi come ispiratore nei confronti dei profughi ucraini, profughi veri, che fuggono da una guerra vera, non è nient’altro che l’espressione di tutto quello che la volontà politica del nostro Paese avrebbe potuto fare, volendo, anche nei confronti di altre emigrazioni, che però hanno il torto di avere la pelle di un altro colore. Oggi si scopre che in molti dei territori che hanno offerto vittorie schiaccianti alla Lega in nome della lotta all’emigrazione, quella brutta sporca e cattiva, in poche ore si possono riaprire alberghi chiusi e attivare catene di solidarietà per l’emergenza dei profughi ucraini. Erano gli stessi territori che negando i conflitti in Siria, in Afghanistan, in Libia, tuonavano contro le migliaia di esseri umani che attraversavano il mare per mettersi in salvo. E, in non pochi casi, gli stessi che gioivano sui social ad ogni naufragio. Quel Sindaco polacco, senza nemmeno immaginarlo, ha rivelato questa fatiscente doppia moralità, specialmente se esercitata da chi brandisce il crocifisso e si proclama devoto alla Madonna.

Segno evidente che, aldilà di quanto prescriverebbe un credo sentito, della religione si usano solo i rituali ma non la sostanza. Tralasciando il piccolo particolare che la religione cattolica è piuttosto pignola per quanto riguarda il primato dell’essere umano a prescindere da razza, credo religioso, cultura. Ma per l’onorevole Salvini, e per i troppi che lo sostengono, è evidente che esistano profughi di serie A e profughi di serie B. Per tutti costoro è evidente che fare voli pindarici per giustificare questa improvvisa svolta “accogliente e caritatevole” corrisponde a tentare di navigare, senza esserne travolti, l’onda di indignazione nei confronti di Wladimir Putin che fino a ieri glorificavano, portavano ad esempio e addirittura proclamavano amico ed ispiratore. Quel Sindaco polacco ha sventolato davanti al Senatore Salvini ingiubbottato e sponsorizzato, quella stessa maglietta con scritto “Esercito di Putin” che aveva indossato in altri viaggi di propaganda elettorale quando lo Zar non era il diavolo. Ora queste svolte repentine, queste mutazioni del marketing, possono funzionare in un Paese stordito da vent’anni di berlusconismo, ma, dove ancora si conserva un barlume di memoria storica, non funzionano affatto. “Nessun rispetto per lei”.

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