La Nuova Sardegna

Bombe su Kiev, i militari russi avanzano

Aumenta sempre di più l’apprensione nella capitale, mentre a Vasylkiv le truppe di Putin hanno distrutto una base aerea

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[FIRMA&LUOGO]di Cristoforo Spinella

<MC>KIEV

[TESTO]Colpita da più fronti, tra raid senza tregua e tattiche d'assedio per stremare la popolazione, l'Ucraina ha vissuto un altro giorno di guerra con un'apprensione crescente per la sua capitale. Mentre le immagini satellitari mostrano l'avanzata dei carri armati russi fino a 25 km dal centro di Kiev, nuovi pesanti attacchi missilistici hanno distrutto una base aerea nei pressi di Vasylkiv, una trentina di chilometri a sud-ovest della città. «I russi possono prendere Kiev solo se la radono al suolo», ha commentato come sempre orgoglioso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa, facendosi vedere ancora una volta al posto di comando nel cuore della capitale. Ma le sirene d'allarme non smettono di suonare, preludio dell'ennesima notte di bombardamenti. L'offensiva di Mosca prosegue in tutto il Paese. Raid si segnalano a Dnipro, terza città dell'Ucraina sul fiume omonimo, dove secondo il sindaco i sistemi di difesa aerea hanno però respinto un attacco dal cielo nelle prime ore del mattino. Colpita anche Kropyvnytskyi, nel centro. Il fronte più caldo resta quello di Mariupol, che i russi già ieri avevano annunciato di aver completamente circondato. I bombardamenti sono proseguiti anche oggi, sfiorando anche una moschea dove si erano rifugiati un'ottantina di civili, tra cui molte donne e bambini e numerosi cittadini turchi in attesa di evacuazione. Secondo il presidente dell'associazione che la gestisce, Ismail Hacioglu, l'area circostante è finita sotto tiro, con una bomba caduta a 700 metri dall'edifico. Gli assedianti occupano in particolare la periferia est della città portuale, strategica perché in grado di saldare i territori controllati da Mosca e dalle milizie sue alleate nel Donbass e in Crimea. E a Kherson, altro centro a nord della penisola annessa alla Russia nel 2014, gli invasori che ne hanno ormai preso il controllo starebbero preparando uno 'pseudo-referendum' plebiscitario per dar vita a una nuova repubblica separatista come quelle di Donetsk e Lugansk, frammentando ulteriormente l'integrità dell'Ucraina. Una settantina di chilometri più a nord, in direzione di Odessa, si intensificano gli attacchi anche su Mykolaiv, altro centro strategico, dove i raid hanno danneggiato un ospedale per la cura di malati oncologici e alcuni edifici residenziali, senza provocare vittime. A metà strada tra Mariupol e Kherson, con l'offensiva che punta a prendere il controllo dell'intera fascia costiera sul mar d'Azov, è caduta ormai in mano russa anche Melitopol, dopo il sequestro ieri del sindaco Ivan Fedorov. Ma la popolazione è scesa oggi in piazza, sfidando le armi per chiederne la liberazione: una piccola ma fortemente simbolica manifestazione, lodata anche da Zelensky come segno di «resistenza», che è però costata cara all'organizzatrice, l'attivista Olga Gaisumova, anche lei sequestrata da agenti nemici. Dopo l'assalto dei giorni scorsi, sotto controllo di fatto di Mosca è ormai anche la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d'Europa. Nel sito, la società statale russa per l'energia atomica, Rosatom, ha inviato i suoi ingegneri per verificare la situazione.

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