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Stress da covid: è allarme anoressia

SASSARI. La pandemia di Covid con le misure restrittive adottate per contenerla ha avuto «un effetto devastante, traumatico, nella vita di tutti, ma in particolare nelle categorie più fragili». Una...

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SASSARI. La pandemia di Covid con le misure restrittive adottate per contenerla ha avuto «un effetto devastante, traumatico, nella vita di tutti, ma in particolare nelle categorie più fragili». Una ricerca epidemiologica nazionale sui disturbi del comportamento alimentari ha messo in luce nel 2020 un «aumento netto del 30%» di anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata in tutte le aree del Paese. A tracciare il quadro è Laura Dalla Ragione, direttore della Rete disturbi del comportamento alimentare dell'Usl Umbria 1 e presidente della Società italiana riabilitazione per queste patologie. «Si calcola – spiega – che in Italia in questo momento ci siano circa tre milioni di persone affette da tali patologie. Purtroppo oggi anche i maschi sono colpiti mentre fino a dieci anni fa erano indenni. Ora invece nella fascia adolescenziale sono il 20% e probabilmente tra dieci anni questo non sarà più un disturbo di genere. Il motivo dell'interessamento del mondo maschile è collegato al cambiamento del rapporto con il corpo dei ragazzi, anche per loro teatro del disagio».

Per Dalla Ragione «probabilmente il lockdown ha fatto emergere una sofferenza più nascosta, quella maschile». L'esperta spiega quindi che più colpita rimane ancora la fascia tra 12 e 25 anni, ma in questo momento ci sono anche «esordi precoci di bambini di 8-9 anni e persone adulte di 40-50 che si ammalano per la prima volta».

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