le reazioni
Supermercati ancora sotto assalto: caccia a pasta e farina
SASSARI. Ancora scaffali presi d'assalto nei supermercati della Sardegna: stavolta le «razzie» si sono concentrate sulla pasta e sulla farina, meno su acqua, olio e zucchero. Nonostante la corsa agli...
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SASSARI. Ancora scaffali presi d'assalto nei supermercati della Sardegna: stavolta le «razzie» si sono concentrate sulla pasta e sulla farina, meno su acqua, olio e zucchero. Nonostante la corsa agli accaparramenti dei generi di prima necessità, molti supermercati si sono fatti trovare pronti all’assalto e per tutta la giornata di ieri solo in poche occasioni gli scaffali sono rimasti vuoti.
L’assalto domenicale ai supermarket è la coda della psicosi collettiva causata da un messaggio vocale lanciato sulle chat nei giorni scorsi che annunciava un blocco totale delle merci per la protesta contro il caro carburanti per 15 giorni degli autotrasportatori. Un blocco totale smentito non solo dalle grandi catene di distribuzione, come Conad e UniCoop, ma anche dagli stessi camionisti che hanno parlato di presidi pacifici senza blocchi stradali che porterebbero a conseguenze anche sul piano penale. La mobilitazione, almeno in Sardegna, è stata però confermata a partire da oggi e qualcuno ieri ha preferito non fidarsi delle informazioni “ufficiali” e ha fatto subito incetta di pasta e farina nei market. Dietro l’assalto ai market, però, non c’è solo la psicosi da WhattsApp ma è probabile che molti si siano mossi per fare provviste prima dell’arrivo di eventuali nuovi rincari del prezzo grano a causa della guerra in Ucraina e delle sanzioni contro la Russia. La psicosi si è estesa anche oltre i confini isolani: sabato e ieri erano stati i cittadini di Bolzano a fare incetta di alimenti e prodotti igienici in una vera e propria corsa all'acquisto del fine settimana. A dare un ulteriore colpo alla tenuta economica delle famiglie c’è anche un altro aspetto perché con il caro-bollette e il boom delle materie prime sembra impazzito anche il prezzo del pane: il record, segnala Assoutenti, è stato registrato a Ferrara dove viene venduto fino a 9,8 euro al chilo. Per la pasta Cagliari la città più cara, fino a 4,7 euro al chilo. E con il conflitto Russia-Ucraina sono possibili effetti sui listini tra il +15% e il +30%. Il prezzo medio del pane - comunica l'associazione - si attesta a 5,31 euro al kg. Al secondo posto si piazza Forlì, dove il prezzo massimo del pane fresco è di 9 euro al kg (4,37 euro il prezzo medio). Carissima anche Venezia, dove un chilo di pane fresco è venduto in media a 5,52 euro (8,5 euro la quotazione massima). I listini superano i 6 euro/kg in numerose città, da Milano a Bari, passando per Ancona, Macerata, Bologna, Bolzano, Modena, Reggio Emilia, Trento e Udine. Le province più economiche risultano essere Napoli (2 euro al kg il prezzo massimo), Cosenza (2,5 euro).
L’assalto domenicale ai supermarket è la coda della psicosi collettiva causata da un messaggio vocale lanciato sulle chat nei giorni scorsi che annunciava un blocco totale delle merci per la protesta contro il caro carburanti per 15 giorni degli autotrasportatori. Un blocco totale smentito non solo dalle grandi catene di distribuzione, come Conad e UniCoop, ma anche dagli stessi camionisti che hanno parlato di presidi pacifici senza blocchi stradali che porterebbero a conseguenze anche sul piano penale. La mobilitazione, almeno in Sardegna, è stata però confermata a partire da oggi e qualcuno ieri ha preferito non fidarsi delle informazioni “ufficiali” e ha fatto subito incetta di pasta e farina nei market. Dietro l’assalto ai market, però, non c’è solo la psicosi da WhattsApp ma è probabile che molti si siano mossi per fare provviste prima dell’arrivo di eventuali nuovi rincari del prezzo grano a causa della guerra in Ucraina e delle sanzioni contro la Russia. La psicosi si è estesa anche oltre i confini isolani: sabato e ieri erano stati i cittadini di Bolzano a fare incetta di alimenti e prodotti igienici in una vera e propria corsa all'acquisto del fine settimana. A dare un ulteriore colpo alla tenuta economica delle famiglie c’è anche un altro aspetto perché con il caro-bollette e il boom delle materie prime sembra impazzito anche il prezzo del pane: il record, segnala Assoutenti, è stato registrato a Ferrara dove viene venduto fino a 9,8 euro al chilo. Per la pasta Cagliari la città più cara, fino a 4,7 euro al chilo. E con il conflitto Russia-Ucraina sono possibili effetti sui listini tra il +15% e il +30%. Il prezzo medio del pane - comunica l'associazione - si attesta a 5,31 euro al kg. Al secondo posto si piazza Forlì, dove il prezzo massimo del pane fresco è di 9 euro al kg (4,37 euro il prezzo medio). Carissima anche Venezia, dove un chilo di pane fresco è venduto in media a 5,52 euro (8,5 euro la quotazione massima). I listini superano i 6 euro/kg in numerose città, da Milano a Bari, passando per Ancona, Macerata, Bologna, Bolzano, Modena, Reggio Emilia, Trento e Udine. Le province più economiche risultano essere Napoli (2 euro al kg il prezzo massimo), Cosenza (2,5 euro).
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