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«L’imputato ha avuto un’occasione, l’ha sprecata»

«L’imputato ha avuto un’occasione, l’ha sprecata»

Il pm Piras: doveva dire come andarono le cose, gli suggerii quella possibilità ma non è stata colta

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SASSARI. «Tu non puoi passare, ritorna nell’ombra!». Si affida a una citazione tratta dal celebre romanzo di Tolkien “Il signore degli anelli” il pubblico ministero Paolo Piras. Nel conflitto epico tra Gandalf e il Balrog («pura letteratura senza riferimenti diretti ai protagonisti odierni» precisa) è ben rappresentato lo scontro tra chi in questo processo «vi ha fatto vedere la verità e chi quella verità ve l’ha voluta nascondere».

Piras nelle sue repliche di ieri mattina si è rivolto direttamente all’imputato: «C’era una strada che si poteva percorrere, era cioè sufficiente che Fadda dicesse come sono andate le cose. Possibilità suggerita dal pm ma che non è stata colta. Quel piatto d’argento non è stato sfruttato».

Il riferimento è all’udienza del 19 luglio 2021 quando il 46enne per oltre tre ore era rimasto aggrappato alla sua verità. Nonostante le domande a bruciapelo, nonostante le contestazioni. Tenace e granitico: «Non ho ucciso Zdenka, il coltello lo impugnava lei, è scivolata e si è ferita da sola. Quante volte ancora devo ripeterlo?». E a quel punto il pm lo aveva interrotto: «Questo è un momento cruciale del processo, dica cosa è successo, sia sincero fino in fondo. Solo in questo modo potrà alleggerire la sua posizione». Ma nulla era cambiato nella sua ricostruzione dei fatti.

All’imputato, cui è stato contestato anche il reato di tortura per aver fatto assistere le bambine all’agonia e alla morte della loro madre, Piras ha però riconosciuto anche dei gesti di attenzione nei confronti delle due gemelle. «C’è in lui una parte che non può essere negata. A volte, seppur sporadicamente, ha fatto del bene alle bambine. Non certo quella notte però».

Il 46enne lo aveva detto chiaramente in una delle ultime udienze: «Io e Zdenka avevamo intenzione di sposarci, di comprare una casa tutta nostra. Di fare una vita normale. Perché eravamo innamorati». E aveva ricordato anche come fosse particolarmente attento alle esigenze delle due figlie della donna alle quali avrebbe anche riservato la sorpresa di una bella vacanza. Mentre, in compagnia di Zdenka, avrebbe accompagnato la piccola tetraplegica al Gaslini di Genova perché fosse visitata da un luminare che però non diede loro molte speranze su un possibile miglioramento. (na.co.)

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