Grillo jr, ammessi 56 testimoni
di Tiziana Simula
Si è aperto a Tempio il processo per stupro di gruppo contro il figlio del fondatore del M5s e tre amici
3 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. Cinquantasei testimoni saranno sentiti in aula nel processo che si è aperto ieri a carico di Ciro Grillo e dei suoi tre amici Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, tutti genovesi e tutti oggi 22enni, accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di due studentesse loro coetanee. Processo che si celebrerà a porte chiuse e che si snoderà con cadenza più o meno mensile, programmata per il momento fino al 18 giugno 2023. Queste e altre questioni tecniche sono state decise dal collegio dei giudici presieduto da Marco Contu (a latere Nicola Bonante e Marcella Pinna) che tratterà il corposo e delicato fascicolo che da due anni vede sotto i riflettori il figlio del fondatore del M5S e i suoi amici. È stata un’udienza pacata che ha visto concordi le parti in quasi tutte le richieste di prova. Qualche divergenza tra accusa e difesa è sorta in merito all’ammissione di un teste della difesa, un giovane norvegese che anni fa era stato accusato di violenza sessuale dalla stessa studentessa italo norvegese che ha denunciato Grillo e gli altri ragazzi (giovane poi scagionato). Il teste sarà sentito in aula. Ammessi in tutto 56 testimoni, a esclusione, per il momento, di due giornalisti che avevano raccolto la testimonianza della maestra della scuola di kite surf dove le due ragazze erano andate il giorno dopo il presunto stupro. Le dichiarazioni rese ai media non convergono con quelle rese agli inquirenti. Sarà quindi sentita prima la maestra e poi, se necessario, i due giornalisti. Ammesso l’hard disk con tutte le intercettazioni. Si ritorna in aula il 1 giugno con l’esame dei primi testi dell’accusa.
Assenti gli imputati così come le due ragazze, costituite parti civili con l’avvocata Giulia Bongiorno che assiste la ragazza italo-norvegese e dall’ avvocato Vinicio Nardo che tutela la sua amica. In aula il procuratore Gregorio Capasso che ha seguito fin dall’inizio l’inchiesta scattata dopo che la studentessa italo norvegese denunciò di essere stata stuprata da Ciro Grillo e dai suoi amici mentre si trovava nella casa in Costa Smeralda del padre Beppe, nell’estate 2019. «Mi preoccupano i tempi processuali perché siamo nel 2022 e si tratta di fatti del 2019: il rischio è che si dilati la sofferenza della mia assistita – ha commentato l’avvocato Bongiorno – La psicologa che la segue mi ha detto che devo cercare di chiamarla una sola volta per tutti gli argomenti perché ogni volta è un nuovo trauma. Per chi vive come vittime questo processo, la situazione è pesante».
Cominciata poco dopo mezzogiorno, l’udienza si è conclusa quattro ore dopo. Senza registrare particolari tensioni, come evidenziato dallo stesso collegio difensivo composto dagli avvocati genovesi Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Sandro Vaccaro, Enrico Grillo e dai legali sassaresi Mariano Mameli e Antonella Cuccureddu. «Tutte le parti con le loro richieste hanno manifestato il massimo interesse a raggiungere un risultato che sia il più possibile vicino alla verità», ha commentato l’avvocato Cuccureddu.
Dopo due anni di processo mediatico, comincia ora quello reale.
Assenti gli imputati così come le due ragazze, costituite parti civili con l’avvocata Giulia Bongiorno che assiste la ragazza italo-norvegese e dall’ avvocato Vinicio Nardo che tutela la sua amica. In aula il procuratore Gregorio Capasso che ha seguito fin dall’inizio l’inchiesta scattata dopo che la studentessa italo norvegese denunciò di essere stata stuprata da Ciro Grillo e dai suoi amici mentre si trovava nella casa in Costa Smeralda del padre Beppe, nell’estate 2019. «Mi preoccupano i tempi processuali perché siamo nel 2022 e si tratta di fatti del 2019: il rischio è che si dilati la sofferenza della mia assistita – ha commentato l’avvocato Bongiorno – La psicologa che la segue mi ha detto che devo cercare di chiamarla una sola volta per tutti gli argomenti perché ogni volta è un nuovo trauma. Per chi vive come vittime questo processo, la situazione è pesante».
Cominciata poco dopo mezzogiorno, l’udienza si è conclusa quattro ore dopo. Senza registrare particolari tensioni, come evidenziato dallo stesso collegio difensivo composto dagli avvocati genovesi Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Sandro Vaccaro, Enrico Grillo e dai legali sassaresi Mariano Mameli e Antonella Cuccureddu. «Tutte le parti con le loro richieste hanno manifestato il massimo interesse a raggiungere un risultato che sia il più possibile vicino alla verità», ha commentato l’avvocato Cuccureddu.
Dopo due anni di processo mediatico, comincia ora quello reale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
