La Nuova Sardegna

Quasi 2600 nuovi casi e ricoveri in crescita

di Antonello Palmas
Quasi 2600 nuovi casi e ricoveri in crescita

Altri 4 morti da Covid. L’assessore Nieddu da Speranza

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Altri quattro morti a causa del Covid nelle ultime 24 ore in Sardegna, in calo rispetto ai dieci del giorno precedente. E scendono anche i dati dei contagi giornalieri da Sars-Cov2, che restano comunque molto alti nell’isola, la quale dopo aver superato quota 3000 ha fatto registrare altri 2589 ulteriori casi di positività. Tutto però lascia pensare che i dati ufficiali siano sottostimati, le notizie che ciascuno di noi ha rispetto alle proprie frequentazioni lo confermerebbe. La sintomatologia spesso più lieve e una certa sicurezza data dalla vaccinazione diffusa potrebbe essere alla base della tendenza a non denunciare il contagio alle autorità sanitarie o addirittura a non fare nemmeno il tampone in presenza di sintomi o contatti avuti con persone infette.

Il bollettino. Le quattro persone decedute sono tutte donne: una di 79 anni, della Città Metropolitana di Cagliari; due di 78 e 100 anni, del Sassarese, e una di 93 anni, dell’Oristanese. Il maggior numero di contagi nella provincia i Sassari, 971, seguita dalla Città metropolitana di Cagliari con 574, dal Sud Sardegna con 462, dall’Oristanese con 349 e dal Nuorese con 233. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 12.518 tamponi con un tasso di positività che sale al 20,1%. E continua la risalita dei ricoveri: +1 in terapia intensiva (19 complessivamente, 9% di occupazione dei posti) e + 6 in area medica (334, 20% di occupazione). Altre 450 persone si aggiungono a quelle in isolamento domiciliare (25.765). Da ieri l’isola ha superato di 738 unità i 200mila contagiati, in sostanza un sardo su 8 è stato infettato in questi due anni di Sars-Cov-2.

Nieddu da Speranza. Più risorse per il piano di sviluppo della sanità territoriale e un nuovo accordo per la medicina di base, con una revisione della contrattazione collettiva nazionale, soprattutto in vista della realizzazione degli ospedali di comunità. Ma anche nuove regole che agevolino le Regioni nel reclutamento del personale sanitario e del comparto. Questi i temi al centro dell'incontro di ieri tra il ministro della Salute, Roberto Speranza, e gli assessori regionali della Sanità, per la Sardegna c’era Mario Nieddu, che ha rivolto particolare attenzione alle proposte del decreto ministeriale 71, l'atto normativo che definirà il futuro della sanità territoriale (servizi di cura e assistenza non ospedalieri), un piano strettamente coordinato con gli investimenti del Pnrr. «Con il ministro abbiamo avuto un'interlocuzione positiva. Certo, restano importanti nodi da sciogliere. Dalla medicina territoriale passa il futuro della sanità sarda e di tutto il Paese», dice Nieddu. Circa i finanziamenti, ha rilevato che nonostante state «definite le risorse destinate agli interventi per la realizzazione degli ospedali di comunità, l'ammodernamento tecnologico e lo sviluppo della telemedicina, la previsione però non tiene conto dell'attuale rincaro dei costi, e mancano ancora indicazioni sulla copertura finanziaria per il personale da integrare nel nuovo assetto». Quindi sui medici di famiglia, «elemento fondamentale per il funzionamento degli ospedali di comunità» dice Nieddu, «per consentire alle Asl di programmare il lavoro e poterne quindi disporre nelle struttura, la strada più giusta sarebbe quella di un rapporto di lavoro parasubordinato, diverso quindi dall'attuale rapporto libero professionale. Tuttavia, a livello nazionale le interlocuzioni con la categoria non hanno ancora prodotto risultati e mancano linee di indirizzo da parte del ministero».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il caso

Sassari, carabiniere trova un portafoglio ma lo restituisce senza soldi: indagato per furto aggravato – La vicenda

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative