La Nuova Sardegna

«Non dobbiamo penalizzare le aziende e i nostri clienti»

di Dario Budroni
«Non dobbiamo penalizzare le aziende e i nostri clienti»

L’autotrasportatore di Olbia Bruno Zidda invita i colleghi a mantenere la calma «Le conseguenze economiche non devono moltiplicarsi per le imprese sarde»

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OLBIA. La protesta è giusta e deve andare avanti. Allo stesso tempo, però, bisogna cercare di non danneggiare la già fragile economia sarda. Lo sostiene Bruno Zidda, titolare di una società di autotrasporti con base a Olbia. Non una chiamata alla ritirata, la sua, ma un invito a scongiurare la classica zappa sui piedi. «In questo momento è opportuno che tutti noi manteniamo la calma – spiega Zidda –. Protestare sì, ma evitando di danneggiare i nostri clienti. Il danno economico non deve moltiplicarsi per le aziende sarde che spediscono le merci al di fuori della Sardegna né per quelle che dal continente spediscono verso l’isola».

Le merci ferme. Un riferimento, quello di Zidda, a ciò che sta accadendo già da alcuni giorni. Un esempio su tutti: la società Nieddittas, che si è vista costretta a buttare un carico pari a un qualcosa come 17 tonnellate di cozze e vongole perché due suoi tir erano stati bloccati dagli autotrasportatori in sciopero a Porto Torres. Perché il clima, nei presidi portuali, compreso quello di Olbia, non è sempre del tutto sereno. Giovedì, per esempio, circa dieci camion carichi di merce deperibile hanno lasciato, dopo quattro giorni di blocco, il grande piazzale dell’Isola Bianca scortati dalla polizia. Gli autotrasportatori al volante sono stati insultati da una parte dei loro colleghi, mentre altri hanno comunque sottolineato l’importanza e la necessità di far andare via i mezzi che trasportavano della merce che non poteva più restare ferma in porto.

Non è il capo. Bruno Zidda è sicuramente uno dei manifestanti più attivi, nello scalo portuale di Olbia. Anche per questo, forse, è stato da molti indicato come uno dei capi della rivolta. Ma lui stesso adesso specifica: «Amici e colleghi mi contattano in continuazione per chiedermi se sono a capo della protesta nonché l’organizzatore dei blocchi al porto di Olbia. Non è così e non ritengo di essere la persona giusta per quel ruolo».

Il precedente di Nizzi. E a proposito di blocchi, merce deperibile ed economia sarda in crisi, sempre a Olbia hanno fatto discutere le frasi pronunciate mercoledì sera, al porto, dal sindaco Settimo Nizzi. «Ho portato la solidarietà mia e della città – aveva poi spiegato il primo cittadino –. Loro hanno ragione, ma devono andare a protestare Roma. Sono andato lì per chiedere, dopo tre giorni, di togliere il blocco. Una protesta a oltranza non fa che danneggiare tutta l’isola». Parole che hanno fatto infuriare gli autotrasportatori – che hanno contestato il sindaco – e che in città hanno generato un acceso dibattito tra chi gli dà ragione e chi invece gli dà torto.

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