Il fronte si rinsalda a Ozieri con agricoltori e allevatori
di Barbara Mastino
Grande partecipazione da tutta l’isola al corteo che è partito da Chilivani Coinvolti anche artigiani, commercianti e famiglie vessate dal caro vita
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OZIERI. Un lungo corteo partito dalla rotatoria di Chilivani, che si è snodato per tutta la piana per approdare, intorno alle 21 nel quartiere fieristico di San Nicola a Ozieri. Una dimostrazione plastica della portata della protesta contro il caro carburante che coinvolge non solo i camionisti ma anche allevatori, agricoltori, artigiani, commercianti, famiglie. Tutta la popolazione contro un rincaro dei costi non solo del lavoro ma della vita stessa. La manifestazione che si è tenuta ieri sera tra Chilivani e Ozieri «non è la fine ma l’inizio», dicono a una sola voce i partecipanti, giunti da ogni parte del centro/nord Sardegna, e non solo, L’inizio di una mobilitazione che «durerà sino a che non si troveranno soluzioni» per calmierare i prezzi dei carburanti, dei mangimi, dell’energia, degli alimenti. Una sfilata interminabile di trattori, macchine agricole, camion da lavoro e del latte, ha attraversato le strade del nord Sardegna per manifestare un disagio che va ben oltre il solo rincaro dei carburanti ma coinvolge un intero sistema sociale. E alla fine della serata si sono aggiunti gli altri protestatori da Cagliari, Olbia, Nuoro, Oristano. La Sardegna intera si è riunita a Ozieri per manifestare un disagio che è generalizzato. Lo spiega Maria, di Orgosolo, mamma di tre bimbi: «La vita ormai è diventata insostenibile per tutti e non dormiamo più la notte perché temiamo che un domani non riusciremo a dare da mangiare ai nostri bambini». «Dallo scorso autunno - dice Virgilio di Bitti - la Cina e altri Paesi stanno facendo incetta di derrate alimentari perché evidentemente avevano sentore che qualcosa sarebbe successo. Il nostro Governo non se ne è accorto?».
«Una diminuzione di 25 centesimi al litro non risolve la situazione - dice Paolo di Pattada - e tantomeno la risolvono le bollette rateizzate. Questa situazione è insostenibile per imprese e famiglie che non sanno come andare avanti». «Per continuare così meglio chiudere tutto», dice Salvatore di Chiaramonti. Sul posto anche rappresentanti delle istituzioni e della politica, e dei sindacati e associazioni di categoria, ma quella al centro di tutto, per una volta, è stata la presenza anche di tanta gente comune, accorsa a San Nicola per un tam tam che si è propagato da venerdì sera e che si è ritrovata a protestare - pacificamente - contro rincari e per una protesta che riguarda «tutto il popolo della Sardegna. Per mettere una pietra miliare per salvare una dignità Sarda che il Governo regionale e nazionale stanno calpestando con il beneplacito di una Europa che non ci ascolta» ha detto in apertura Mario Carai del Movimento Pastori. Altre voci hanno manifestato un disagio - un dolore - che la Sardegna intera sta provando in un momento che la vede più provata di altre zone d’Italia: sola, ma che ieri si è ritrovata a Ozieri unita come raramente è apparsa in passato.
«Una diminuzione di 25 centesimi al litro non risolve la situazione - dice Paolo di Pattada - e tantomeno la risolvono le bollette rateizzate. Questa situazione è insostenibile per imprese e famiglie che non sanno come andare avanti». «Per continuare così meglio chiudere tutto», dice Salvatore di Chiaramonti. Sul posto anche rappresentanti delle istituzioni e della politica, e dei sindacati e associazioni di categoria, ma quella al centro di tutto, per una volta, è stata la presenza anche di tanta gente comune, accorsa a San Nicola per un tam tam che si è propagato da venerdì sera e che si è ritrovata a protestare - pacificamente - contro rincari e per una protesta che riguarda «tutto il popolo della Sardegna. Per mettere una pietra miliare per salvare una dignità Sarda che il Governo regionale e nazionale stanno calpestando con il beneplacito di una Europa che non ci ascolta» ha detto in apertura Mario Carai del Movimento Pastori. Altre voci hanno manifestato un disagio - un dolore - che la Sardegna intera sta provando in un momento che la vede più provata di altre zone d’Italia: sola, ma che ieri si è ritrovata a Ozieri unita come raramente è apparsa in passato.
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