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I pacchi devono ancora attendere

I pacchi devono ancora attendere

I principali corrieri non hanno ancora annunciato la ripresa dell’attività nell’isola

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SASSARI. La ripresa sarà graduale un po’ per tutti i servizi toccati dalle giornate di blocco dei porti imposte dalla protesta degli autotrasportatori. E mentre il settore dell’agroalimentare già da ieri ha mostrato qualche segnale di ripartenza, quello dei corrieri ancora rimane in stand by. I maggiori operatori del settore, che nei giorni scorsi avevano annunciato lo stop all’attività di consegna e ritiro nell’isola, ancora non hanno annunciato la ripartenza.

Brt, Gls e Sda non hanno modificato il proprio status nei rispettivi siti internet: “L’operatività da e per la Sardegna è sospesa”.

Una botta non indifferente per il mondo dell’e-commerce che sull’efficienza e sulla puntualità delle consegne ha uno dei suoi punti di forza.

Sino a quando l’attività dei corrieri rimarrà ferma? Al momento le aziende non rilasciano comunicazioni ufficiale, ma è prevedibile che, con la rimozione dei blocchi nei porti sardi, già oggi ci possa essere l’annuncio di un ritorno alla normalità.

Anche l’incidenza del blocco delle consegne e dei ritiri non è marginale: sono circa 600mila i sardi che nel 2020 anno hanno utilizzato i canali e-commerce. Ben 382mila hanno effettuato acquisti di prodotti e servizi per un valore complessivo stimato in circa oltre 720milioni di euro. La spesa media pro capite in un anno è di circa 1.900 euro.

La crescita dell’interesse per questo settore è in costante crescita: gli acquirenti di prodotti on line erano 285mila nel 2017 e sono diventati, come detto, 382mila all’inizio del 2020. L’Ufficio studi di Confartigianato Sardegna svela anche che «gli articoli più acquistati sono stati abiti e attrezzature sportive, seguiti da articoli per la casa, vacanze e i viaggi, libri, attrezzature elettroniche, biglietti per spettacoli, film e musica».

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