Alla Bit brindano i “big”: «Verso i numeri del 2019»
Prenotazioni per i grandi alberghi, la piccole strutture pagano il caro biglietti
SASSARI. Ci sono due tipi di reazioni che arrivano dalla Bit di Milano. Una è quella quasi entusiastica dei big del turismo, accerchiati dalle proposte dei tour operator che già ipotizzano una stagione sui ritmi di quella del 2019, l’ultima “piena” e non viziata dalle incertezze della pandemia. Lo dicono perché la Sardegna è ritornata tra le mete ricercate, anche sui mercati storicamente meno interessati alle bellezze dell’isola, come quello statunitense. Poi c’è la sezione grandi ritorni, aperta dai gruppi organizzati di francesi che arriveranno nel nord dell’isola per passare Pasqua e Pasquetta immersi negli splendidi scenari della Gallura. D’altra parte, i grandi player del turismo non sono influenzati dagli umori del mercato dei voli, letteralmente impazzito in questi giorni. Poi ci sono le strutture più piccole, con gli operatori turistici che invece sono costretti a convivere con l’altalena di prezzi che caratterizza il mondo dei trasporti da e per l’isola.
È probabile che saranno loro a faticare maggiormente o, perlomeno, a rinunciare ai periodi di bassa stagione in prossimità delle feste, quando è probabile che l’isola abbia troppi avversari sul fronte turistico, quasi tutti a prezzi decisamente più convenienti, per lo meno per i biglietti aerei. Per loro la stagione è ancora in chiaroscuro e le incognite superano le certezze. In più ci sono le incertezza della pandemia e della guerra, variabili che il mondo del turismo organizzato subisce molto meno di quello “fai da te”. Ci sono assicurazioni, rimborsi, riprotezioni, voucher. Tutti strumenti che mettono il turismo al sicuro dalle bizze di un periodo tra i più incerte della Storia recente.
Universo Bit. Affari conclusi, altri da concludere e tante possibilità offerte dall’incontro diretto tra domanda e offerta, spesso consumati con le regole dello speed date tra aspiranti innamorati. C’è chi usa il cronometro per regolare i tempi degli incontri, diversamente non sarebbe possibile parlare con tutti. Ma ci sono anche le agende riempite preventivamente di appuntamenti e incontri, anche informali. La parte del leone la giocano i tour opertator che hanno già un piano preciso e sanno cosa cercare: «In questi giorni abbiamo riscontrato tanto interesse per la Sardegna, al punto da farmi credere che quella in arrivo sarà una stagione molto simile a quella del 2019 – spiega Mario Cioffi, general manager dell’hotel Cormoran di Villasimius –. Lo dico perché oltre alla Bit sono stato alla Discover Italy di Sestri Levante, alla fiera di Zurigo e a diversi appuntamenti negli Stati Uniti tra cui quelli in Colorado, New Mexico e Texas». Proprio dagli Usa potrebbe arrivare una buona fetta di turisti esordienti nell’isola: «Sono davvero interessati e dopo due anni di stop hanno una voglia matta di visitare l’Europa», continua Cioffi. La guerra in Ucraina non li spaventa: «Proprio così e poi lo dicono chiaramente, dopo due anni di stop hanno intenzione di spendere quello che non hanno spendere. E la Sardegna ai loro occhi si presenta come una terra incontaminata. Non ci sono mega alberghi sul mare ma le Aree marine protette, i parchi. E poi c’è il buon cibo, tanta cultura e anche il fascino archeologico di un’isola che offre davvero un valore aggiunto difficile da trovare in altre zone. Chiaramente il core business resta il mare ma i servizi ancillari sono ricercati e, soprattutto, apprezzati».
Archeologika. Ieri alla Bit è stata anche la giornata di Archeologika, la fiera del turismo archeologico organizzata dalla Fondazione Mont'e Prama e dall'assessorato regionale al Turismo. L'evento in programma dal 14 al 17 settembre si sposta a Cagliari: per cinque giorni il Bastione dei Saint Remy sarà il cuore pulsante dell'archeologia nazionale e del turismo archeologico con incontri, dibattiti e momenti d'intrattenimento. La passeggiata coperta sarà trasformata in un grande museo visitabile dalla mattina sino al tramonto. Tecnologie all'avanguardia saranno al servizio del racconto della storia millenaria della Sardegna che sarà ancora una volta protagonista: dall'ossidiana ai menhir, passando per i nuraghi e i Giganti di Mont'e Prama. Previsti anche stand per gli operatori nazionali. «Proseguiamo con la strategia di promozione e valorizzazione della nostra cultura millenaria – spiega l'assessore Chessa –. La cultura, l'arte e le tradizioni possono aiutare la nostra isola ad essere visitata e apprezzata tutto l'anno». «Abbiamo deciso di portare l'archeologia nel cuore di Cagliari – conferma il presidente della Fondazione Mont’e Prama, Anthony Muroni – ci piacerebbe fosse un momento d'incontro tra la città, i suoi visitatori e i tesori che l'Italia e la Sardegna in particolare devono mettere in mostra». «Un milione e 370mila persone hanno visitato i siti archeologici della Sardegna nel 2019, il programma sarà nutrito – annuncia Giorgio Murru, direttore scientifico dell'evento – con alcuni dei più noti divulgatori e studiosi».
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