L’incrociatore russo colpito e affondato, nel 2003 ospitò a bordo Berlusconi e Putin
di Cristoforo Spinella
L’Ucraina esulta: «Li abbiamo presi». Il Cremlino parla di un rogo. Dagli Stati Uniti: «Le nuove armi arriveranno in una settimana»
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ROMA . L’ammiraglia della flotta russa nel mar Nero navigava in fiamme verso il porto di Sebastopoli, nella Crimea in mano a Mosca, «probabilmente» nel tentativo di essere riparata. Dopo ore di rivendicazioni e smentite, era stato il Pentagono a chiarire al mondo che l'incrociatore lanciamissili Moskva era ancora a galla, ma in serata è arrivata la notizia direttamente dal ministero della Difesa russo: l’incrociatore «ha perso stabilità ed è affondato mentre veniva rimorchiato durante una tempesta».
La nave da guerra della marina russa era approdata anni fa anche in Sardegna. Aveva ormeggiato a La Maddalena durante un summit a Porto Rotondo tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin che erano anche saliti a bordo accolti dall’equipaggio schierato. La Moskva ha quindi concluso la sua storia con un affondamento, colpita da missili antinave Neptune sparati mercoledì sera dalle difese di Odessa, come afferma Kiev, o danneggiato dall'esplosione delle munizioni che trasportava in seguito a un incendio sviluppatosi a bordo, come spiega Mosca. «Non siamo sicuri di cosa sia successo. Ma c'è stata almeno un'esplosione, piuttosto grande, che ha causato danni estesi», hanno fatto sapere dalla Difesa americana. Secondo cui, in ogni caso, altre navi russe che si trovavano nelle vicinanze si sono spostate verso sud. Segnale, questo, del probabile timore di un attacco da terra.
Proprio in vista della grande battaglia del Donbass, gli Usa hanno promesso di far giungere «le nuove armi all'Ucraina in meno di una settimana», precisando che «poi le forze di Kiev le porteranno nell'est» e lanciando un monito a Mosca: «Gli Stati Uniti non stanno operando in Ucraina, ma se i russi dovessero colpire una qualsiasi parte di territorio della Nato, dove le attrezzature militari vengono assemblate, questo comporterebbe l'invocazione dell'articolo 5 e cambierebbe completamente il gioco», ha avvertito il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan dopo che mercoledì Mosca aveva definito «obiettivi militari legittimi i veicoli Usa e Nato che trasportano armi e munizioni attraverso il territorio ucraino».
Nel cinquantesimo giorno di guerra, la perdita del Moskva alla flotta russa - evento dal forte impatto simbolico per il morale dei combattenti su entrambi i fronti - monopolizza comunque l'attenzione e scatena i timori di rappresaglie su Odessa, dove sono state udite alcune esplosioni.
Mosca, intanto, è tornata ad accusare le forze di Kiev di aver preso di mira villaggi in territorio russo vicino al confine, bombardando edifici residenziali nella regione di Belgorod e Bryansk, senza provocare vittime. Nel villaggio di Klimovo, però, ci sarebbero 7 feriti, tra cui una donna incinta e un bambino. Accuse che le autorità militari di Kiev respingono al mittente come un tentativo di «alimentare un'isteria anti-ucraina in Russia». A Mariupol, la resistenza appare sempre più allo stremo. Il consigliere dell'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, Oleksiy Arestovych, ha annunciato che i fanti di marina della 36/ma brigata, rimasti isolati nella città assediata, sono stati fatti prigionieri dall'esercito russo. I raid russi continuano nel Donbass e nelle regioni circostanti dell'est, con l'obiettivo di fiaccare le difese prima dell'offensiva di terra, per cui da giorni decine di migliaia di soldati convergono verso i territori già in parte controllati dai separatisti.
La nave da guerra della marina russa era approdata anni fa anche in Sardegna. Aveva ormeggiato a La Maddalena durante un summit a Porto Rotondo tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin che erano anche saliti a bordo accolti dall’equipaggio schierato. La Moskva ha quindi concluso la sua storia con un affondamento, colpita da missili antinave Neptune sparati mercoledì sera dalle difese di Odessa, come afferma Kiev, o danneggiato dall'esplosione delle munizioni che trasportava in seguito a un incendio sviluppatosi a bordo, come spiega Mosca. «Non siamo sicuri di cosa sia successo. Ma c'è stata almeno un'esplosione, piuttosto grande, che ha causato danni estesi», hanno fatto sapere dalla Difesa americana. Secondo cui, in ogni caso, altre navi russe che si trovavano nelle vicinanze si sono spostate verso sud. Segnale, questo, del probabile timore di un attacco da terra.
Proprio in vista della grande battaglia del Donbass, gli Usa hanno promesso di far giungere «le nuove armi all'Ucraina in meno di una settimana», precisando che «poi le forze di Kiev le porteranno nell'est» e lanciando un monito a Mosca: «Gli Stati Uniti non stanno operando in Ucraina, ma se i russi dovessero colpire una qualsiasi parte di territorio della Nato, dove le attrezzature militari vengono assemblate, questo comporterebbe l'invocazione dell'articolo 5 e cambierebbe completamente il gioco», ha avvertito il consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan dopo che mercoledì Mosca aveva definito «obiettivi militari legittimi i veicoli Usa e Nato che trasportano armi e munizioni attraverso il territorio ucraino».
Nel cinquantesimo giorno di guerra, la perdita del Moskva alla flotta russa - evento dal forte impatto simbolico per il morale dei combattenti su entrambi i fronti - monopolizza comunque l'attenzione e scatena i timori di rappresaglie su Odessa, dove sono state udite alcune esplosioni.
Mosca, intanto, è tornata ad accusare le forze di Kiev di aver preso di mira villaggi in territorio russo vicino al confine, bombardando edifici residenziali nella regione di Belgorod e Bryansk, senza provocare vittime. Nel villaggio di Klimovo, però, ci sarebbero 7 feriti, tra cui una donna incinta e un bambino. Accuse che le autorità militari di Kiev respingono al mittente come un tentativo di «alimentare un'isteria anti-ucraina in Russia». A Mariupol, la resistenza appare sempre più allo stremo. Il consigliere dell'ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, Oleksiy Arestovych, ha annunciato che i fanti di marina della 36/ma brigata, rimasti isolati nella città assediata, sono stati fatti prigionieri dall'esercito russo. I raid russi continuano nel Donbass e nelle regioni circostanti dell'est, con l'obiettivo di fiaccare le difese prima dell'offensiva di terra, per cui da giorni decine di migliaia di soldati convergono verso i territori già in parte controllati dai separatisti.
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