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Nuovo decreto Covid: i balneari attendono il ritorno delle grandi folle

di Andrea Sini
Nuovo decreto Covid: i balneari attendono il ritorno delle grandi folle

Da maggio dovrebbero cadere molte delle prescrizioni legate alla pandemia. Via mascherine e green pass, si torna al normale distanziamento tra ombrelloni

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SASSARI. Con le pinne, fucile ed occhiali, ma anche con il drink in mano, sulla sdraio sotto l’ombrellone oppure nel chiosco con vista mare, a stretto contatto con gli altri bagnanti. Come è sempre stato, insomma, almeno sino all’arrivo della pandemia.

L’estate 2022 potrebbe essere quella del ritorno alla normalità anche per quanto riguarda la vita sulla sabbia, che in Sardegna diventa per almeno quattro mesi l’anno una vera e propria missione, sia per i residenti che per i turisti.

Le indiscrezioni legate alle norme che entreranno in vigore dal primo maggio lasciano intendere che anche sul fronte del mare, oltre che in molti altri settori, quasi tutte le limitazioni anti-covid andranno a cadere. Via l’obbligo di esibire il green pass, dunque, e di indossare le mascherine. Ma ciò che potrebbe fare davvero la differenza per gli esercenti sarebbe l’eliminazione delle prescrizioni relative al distanziamento tra gli ombrelloni all’interno degli stabilimenti, con il ritorno alle distanze standard: 3 metri tra una fila e l’altra, 2,5 tra gli ombrelloni della stessa fila.

«Sarebbe ovviamente un ritorno alla normalità estremamente positivo per il nostro settore», dice Claudio Del Giudice, presidente regionale del sindacato balneari (Sib), che però preferisce mettere le mani avanti. «Allo stato attuale possiamo soltanto attendere gli esiti delle decisioni ufficiali – sottolinea –. L’obbligo di rispetto delle distanze che ci è stato imposto durante la pandemia ci costringerebbe anche quest’anno a chiedere di poter estendere le concessioni. Proviamo a pensare positivo, ma al momento è bene tenere i piedi per terra, in attesa di certezze. Penso soprattutto a quanto successo ai colleghi della montagna, che erano entusiasti dell’allentamento dei vincoli, ma poi sono tornati alle chiusure. Insomma, aspettiamo a sventolare la bandiera della vittoria».

Nelle ultime due estati gli stabilimenti balneari sono riusciti a salvare il salvabile proprio grazie alla superficie extra concessa, ma l’obiettivo è ovviamente ripartire dalle condizioni pre-covid. «Il 2020 è stato l’anno di maggiore difficoltà, perché ci si è dovuti in qualche modo reinventare – spiega Del Giudice, titolare di un’attività nel litorale di Golfo Aranci –, mentre lo scorso anno eravamo nostro malgrado già più pronti a fronteggiare questa situazione. In Sardegna ci sono tante tipologie di spiagge e dunque per alcuni è stato più facile estendersi, mentre per altri è stato di fatto impossibile».

Al di là dell’allentamento delle norme anti-covid, quali sono le previsioni per la stagione 2022, che è ormai in rampa di lancio? «Può certamente essere la stagione del rilancio – sottolinea Del Giudice –, covid permettendo, e guerra permettendo. Anche il conflitto in Ucraina complicherà le cose, davvero non ci voleva. Nella categoria c’è ancora un clima di incertezza. Quello che mi sento di dire è che servirebbe una vera voce a livello politico che fosse in grado di accompagnare la nostra categoria. I balneari, all’interno del Pil turistico rappresentano una voce pari al 35% a livello nazionale, mentre in Sardegna siamo ben oltre il 50%».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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