La Nuova Sardegna

Sant'Efisio 2022: Alter Nos, il simbolo di chi resiste

ALESSANDRA SALLEMI
Sant'Efisio 2022: Alter Nos, il simbolo di chi resiste

Viviana Lantini, assessora e primaria: la rinascita dopo due anni terribili per tutti

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"Auguri Viviana, ma, soprattutto, grazie": finiva così il messaggio del sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, quando ha partecipato alla città e alla Sardegna intera che l’Alter Nos di Sant’Efisio 2022 sarebbe stata Viviana Lantini, l’assessora alle Politiche sociali della sua giunta. Si racconta che il sindaco non abbia avuto dubbi su chi scegliere come rappresentante della municipalità cagliaritana alla festa di Efis, il santo che liberò la Sardegna dalla peste, secondo la leggenda di cui nessun abitante di Stampace, il quartiere dove cominciò la prigionìa di Efisio poi martirizzato a Nora, dubita e permette che si dubiti.

Come tutte le comunità, anche Cagliari ha sofferto per il Covid, ma è probabile che non in tutte le comunità si rintracci una figura come quella della Alter Nos 2022. Primaria dei pronto soccorso di Carbonia e Iglesias, Lantini si è trovata a gestire l’assessorato che dal primo giorno è stato in prima fila davanti a una popolazione confusa e, con l’andare dei mesi, sempre più disperata. Sull’altro fronte, l’ospedale, Lantini è sprofondata in una situazione sconosciuta, per mole di lavoro e rischio personale.

«Non potevo abbandonare né l’assessorato né l’ospedale. E così ho fatto tutt’e due, a tempo pieno. In ospedale ho ricominciato a fare le notti. È successo che non sia tornata a casa anche per tre, quattro giorni». Casa: oltre le sue amate figlie, ogni volta che non tornava a casa la Alter Nos 2022 non vedeva suo marito, malato di Sla in uno stadio avanzato. «Pier» è mancato il 28 aprile 2020, in piena pandemia. Ma neppure quello è stato il momento di cedere. «Avrei voluto poter restare nella mia intimità, col mio dolore», ammette Lantini, ma non si poteva e non lo ha fatto. Sua madre, racconta, impartiva un insegnamento preciso: «Non state a piangere, ci sono cose da fare».

Cosa vuol dire per Viviana Lantini impersonare l’Alter Nos? «Vuol dire rappresentare tutte le persone che sono state indispensabili in questo lungo periodo buio. Ogni dipendente comunale ha fatto la sua importante parte, i nostri operatori “positivi” lavoravano da casa, c’era gente che aspettava soldi indispensabili e non ci si poteva fermare. Tutti, dico, tutti i dipendenti, hanno fatto grandi sacrifici. È un onore per me rappresentarli. Anche le mie figlie mi hanno detto: mamma, che onore».

Ma non c’è tempo neanche per questo, dopo la malattia, ecco la guerra e di nuovo le Politiche sociali in prima fila per accogliere i profughi. «Mi fa male pensare a questa guerra insensata, impossibile credere che ancora oggi si arrivi a situazioni del genere. Le nostre strutture si stanno occupando dei bambini, che ora possono fare lezioni con i loro insegnanti in Ucraina grazie alla Dad. Sì, quest’anno c’è molto da chiedere a Sant’Efisio». E siamo al capitolo fede: c’è, risponde Lantini, anche se lavoro e fatica a volte ci allontanano. Infine: e l’altra signora, Alter Nos 2019, Raffaella Lostia, la prima donna della storia della festa? «Forse è stata la prima a telefonarmi. Mi ha fatto molto piacere».

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