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Stabilimenti balneari, boom in 10 anni: l’isola è da record

Stabilimenti balneari, boom in 10 anni: l’isola è da record

Nel 2011 c’erano 40 concessioni, nel 2022 salgono a 105. In nessun’altra regione si è registrato un +162 per cento 

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SASSARI. Dal 2011 la corsa a gestire la balneazione sulle coste dello Stivale (incluse quelle di laghi e fiumi) ha portato a un incremento complessivo pari a 1.443 unità in più. Le protagoniste della crescita nell’ultimo decennio sono le regioni del Sud, decisamente lanciate al recupero delle posizioni rispetto al Centro-Nord. E la Sardegna vanta un record assoluto in questi ultimi dieci anni: in termini relativi, l’accelerazione più consistente è proprio quella dell’isola, che registra un +162,5%. Entrando nel dettaglio, gli stabilimenti balneari al 31 dicembre 2011 erano 40, mentre a fine 2021 se ne sono aggiunti 65, portando il numero complessivo a 105. Ed ecco il dato eclatante che riguarda la Sardegna, cioè l’incremento record tra tutte le regioni italiane.

Nel periodo considerato, la crescita più rilevante in termini assoluti ha interessato la Calabria (+328 unità) che ha raddoppiato la dotazione del 2011. Seguono la Sicilia (+198 attività, +67,6% nel decennio), la Campania (+184) e la Puglia (+160).

Però resta sempre la riviera romagnola la «culla» delle imprese impegnate nelle attività di gestione di stabilimenti balneari: 1.063 su 7.173 complessivamente operanti alla data del 31 dicembre scorso. Il totale registra un aumento del 25% negli ultimi dieci anni (1.443 imprese in più), come rivela l'indagine di Unioncamere-Info Camere sulla base dei dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. La predominanza delle località romagnole emerge dalla graduatoria dei comuni italiani con il maggior numero di realtà imprenditoriali del settore. Ai primi tre posti si trovano, infatti, Ravenna (191), Rimini (155), Cervia (153). Se si aggiungono le 117 imprese di Riccione (quinta) e i 114 di Cesenatico (sesta) i cinque comuni romagnoli totalizzano 730 realtà imprenditoriali, il 68,7% di tutte le infrastrutture della riviera romagnola e il 10,2% del totale nazionale. Subito a ridosso dell'Emilia-Romagna, l'Olimpo della balneazione vede sul podio due destinazioni 'storichè per gli amanti del mare italiano: la Toscana, con 914 attività distribuite lungo 397 km di costa (2,3 imprese ogni km) e la Liguria, con 807 imprese a presidiare 330 km di litorale (2,4 ogni km). Alla Toscana, con Camaiore (91 imprese lungo 3 soli km di costa) spetta anche il record di densità massima di attività balneari (31 imprese per km), a fronte di una media nazionale (misurata sui 770 Comuni che si affacciano sui nostri mari) fissa sul rapporto uno a uno tra imprese e chilometri di litorale, rileva ancora l'indagine.

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