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Caso Grillo: via al processo, in aula anche audio e video

di Tiziana Simula
Caso Grillo: via al processo, in aula anche audio e video

Tempio, sentiti i primi testimoni chiamati dall’accusa. Assenti vittime e imputati. La difesa chiede di ammettere i file estratti dai cellulari dei quattro ragazzi  

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TEMPIO. Con l’esame dei primi testimoni citati dall’accusa rappresentata dal procuratore Gregorio Capasso, sono state ricostruire ieri nell’aula al primo piano del tribunale di Tempio, le primissime fasi delle indagini – quelle immediatamente successive alla denuncia della studentessa italo-norvegese che vive a Milano – sul presunto stupro di gruppo di cui sono accusati Ciro Grillo e i suoi amici Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. I carabinieri della compagnia di Milano, dove la ragazza, oggi 22enne, presentò la denuncia, e i militari di Genova che eseguirono le perquisizioni e i sequestri dei telefonini per conto della Procura nelle abitazioni dei quattro imputati, hanno confermato l’attività investigativa svolta. Sei su sette i testimoni comparsi davanti al collegio di giudici presieduto da Marco Contu: assente giustificata la marescialla della Compagnia di Milano Duomo che raccolse la denuncia della studentessa. Un’udienza non solo tecnica. Ma utile a capire i riscontri tra l’attività investigativa svolta con le prime dichiarazioni della persona offesa. «In alcuni casi ha trovato riscontro, in altri no», ha detto l’avvocato Antonella Cuccureddu, che difende Corsiglia. Sarebbero insomma emerse delle incongruenze. La Cuccureddu ha chiesto al tribunale che siano resi immediatamente fruibili i supporti informatici con i contenuti estratti dai cellulari: audio e video di importanza cruciale per il processo, da ascoltare e vedere in aula. La richiesta è stata accolta dal collegio che si è impegnato a verificare la compatibilità dei supporti informatici con la strumentazione del tribunale. È probabile che il materiale possa essere visionato già dalla prossima udienza, fissata per il 6 luglio.

Assenti gli imputati così come le due ragazze, costituite parti civili con gli avvocati Giulia Bongiorno (per la ragazza italo-norvegese) e Vinicio Nardo (che tutela la sua amica). Nell’udienza di ieri, i due difensori sono stati sostituiti dai loro collaboratori. In aula il procuratore Capasso che ha seguito fin dall’inizio l’inchiesta scattata dopo che la studentessa denunciò di essere stata stuprata da Ciro Grillo e dai suoi amici mentre si trovava nella casa in Costa Smeralda del padre Beppe, nell’estate 2019.

«Il processo è a porte chiuse per tutelare tutte le parti. Stiamo parlando di ragazzi 20enni che se risultassero innocenti sarebbero loro delle vittime», ha detto uscendo dall’aula l’avvocato Andrea Vernazza difensore di Ciro insieme a Enrico Grillo. A luglio saranno sentiti altri sette testimoni: oltre alla marescialla assente ieri, altri carabinieri e i vicini di casa dell’appartamento di Porto Cervo dove sarebbe avvenuto lo stupro. La lista dei testimoni è lunga: 56 quelli ammessi al dibattimento. I quattro imputati sono accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti della studentessa milanese, allora 19enne. Grillo Jr, Lauria e Capitta devono rispondere anche di violenza sessuale nei confronti della sua amica per un video e alcune foto oscene scattate mentre dormiva sul divano. I ragazzi respingono le accuse, hanno sempre sostenuto che non c’è stata violenza sessuale, che si è trattato di rapporti consenzienti. Di sicuro quello che si sta celebrando nel tribunale di Tempio, è un processo complesso. Che non risparmierà dolore per nessuno. Sarà l’istruttoria dibattimentale a fare chiarezza. Il pool dei difensori è composto da Enrico Grillo, Andrea Vernazza, Ernesto Monteverde, Sandro Vaccaro, Gennaro Velle, del Foro di Genova, Antonella Cuccureddu e Mariano Mameli del Foro di Sassari.

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