Sardegna terra ideale per bambini e anziani, dimenticati i giovani
Le classifiche del Sole 24: Cagliari al top per gli over 65. Perplessità della Cisl pensionati: «Parametri molto parziali»
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CAGLIARI. Sardegna terra per bambini e per anziani. Le classifiche sulla qualità della vita presentate l’altro ieri dal Sole 24 ore al “festival dell’economia” di Trieste disegnano un quadro con molte luci ma altrettante ombre sulle cinque aree geografiche in cui stata divisa l’isola: area metropolitana di Cagliari, Sud Sardegna, Sassari, Nuoro, e Oristano. La classifica è stata stilata sulla base di 36 indicatori forniti - sostiene il quotidiano della Confindustria da «fonti statistiche certificare quali l’Istat, il Miur, il Centro studi Tagliacarne e Iqvia». La Sardegna non ne esce male con Cagliari al comando della classifica per la fascia Over 65 (con Nuoro al quinto posto, Sassari all’undicesimo e Oristano al dodicesimo) e si difende anche nella fascia “baby”. Le note negative arrivano nella terza categoria quella riservata ai “giovani”. In questo caso il quadro è davvero nero. La provincia del Sud Sardegna indossa la maglia nera della graduatoria e Oristano non sta molto meglio inchiodata alla 100esima posizione su 107. Sassari è 94esima e Cagliari 80esima. Nuoro salva l’onore dell’isola con un 41esimo posto tutto sommato onorevole.
Spulciando i parametri utilizzati dal Sole non si può non restare sorpresi da alcuni indicatori. Oristano, per esempio, è la città con la migliore assistenza domiciliare d’Italia. Ma sarà davvero così? E Cagliari è la seconda come numero di infermieri ogni 100mila abitanti. Ancora Oristano spicca per la presenza di biblioteche e l’area metropolitana del capoluogo regionale per il numero di medici specialisti in rapporto agli abitanti. Le statistiche fanno a pugni con le cronache quotidiane (per rimanere sulla sanità basta ricordare le polemiche degli ultimi giorni sui medici in affitto, sui pediatri introvabili, sulle liste d’attesa infinite per le visite specialistiche) tanto che anche la Fnp Cisl è intervenuta per contestare l’idea di una “Sardegna eden per gli anziani”. «La realtà è molto diversa – spiega il sindacato – . Ed è sufficiente chiederlo agli oltre 390 mila anziani residenti (25% della popolazione) nell’isola. La rilevazione del Sole 24 ore considera soltanto 12 fattori, importanti, ma non esclusivi per determinare la qualità della vita. Restano esclusi altri fattori quali: reddito da pensione (in Sardegna al di sotto della media assegni Inps), condizioni delle abitazioni, accesso ai servizi pubblici e a impianti sportivi e ricreativi, possibilità di scegliere le più attrezzate e confortevoli RSA; frequenza a spettacoli teatrali e cinematografici, etc».
«La classifica del Sole 24 ore – conclude la Cisl – anziché tranquillizzare la Regione dovrebbe preoccuparla».
Spulciando i parametri utilizzati dal Sole non si può non restare sorpresi da alcuni indicatori. Oristano, per esempio, è la città con la migliore assistenza domiciliare d’Italia. Ma sarà davvero così? E Cagliari è la seconda come numero di infermieri ogni 100mila abitanti. Ancora Oristano spicca per la presenza di biblioteche e l’area metropolitana del capoluogo regionale per il numero di medici specialisti in rapporto agli abitanti. Le statistiche fanno a pugni con le cronache quotidiane (per rimanere sulla sanità basta ricordare le polemiche degli ultimi giorni sui medici in affitto, sui pediatri introvabili, sulle liste d’attesa infinite per le visite specialistiche) tanto che anche la Fnp Cisl è intervenuta per contestare l’idea di una “Sardegna eden per gli anziani”. «La realtà è molto diversa – spiega il sindacato – . Ed è sufficiente chiederlo agli oltre 390 mila anziani residenti (25% della popolazione) nell’isola. La rilevazione del Sole 24 ore considera soltanto 12 fattori, importanti, ma non esclusivi per determinare la qualità della vita. Restano esclusi altri fattori quali: reddito da pensione (in Sardegna al di sotto della media assegni Inps), condizioni delle abitazioni, accesso ai servizi pubblici e a impianti sportivi e ricreativi, possibilità di scegliere le più attrezzate e confortevoli RSA; frequenza a spettacoli teatrali e cinematografici, etc».
«La classifica del Sole 24 ore – conclude la Cisl – anziché tranquillizzare la Regione dovrebbe preoccuparla».
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