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La ministra Cartabia a Sassari: «La giustizia riparativa è una nuova cultura che deve permeare il sistema giuridico tradizionale»

La Guardasigilli ha aperto i lavori dell'11esimo European forum for restorative justice, che si svolge nella sala conferenze del Conservatorio


23 giugno 2022


Sassari Ricco calendario di impegni per la Guardasigilli Marta Cartabia a Sassari oggi, giovedì 23, per aprire i lavori dell’11esimo “European forum for restorative justice” ed è poi attesa da una lunga serie di incontri. La responsabile del dicastero della Giustizia è intervenuta nell’aula magna del conservatorio “Luigi Canepa” dove è in programma il forum sulla Giustizia Riparativa, la più importante conferenza rivolta ai professionisti della giustizia in Europa.

«Ci troviamo all’inizio di una nuova epoca nella storia della giustizia. La prima sfida ha a che fare con le disuguaglianze e l'accessibilità alla giustizia riparativa nei paesi europei. Bisogna garantire un accesso equo a tutti. Ancora oggi la giustizia riparativa è un elemento estraneo nella nostra società: bisogna divulgarla con attività. La giustizia riparativa è nuova cultura che deve permeare il sistema giuridico tradizionale. Sono davvero molto colpita da questo Forum - ha detto la ministra Cartabia -, una vivace comunità globale di operatori, studiosi e pensatori, e dalle attività del Forum, sempre impegnato con le istituzioni nazionali ed europee per far progredire la giustizia riparativa nelle politiche e nelle leggi dell'UE, nelle raccomandazioni e nelle strategie delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa, nonché nei sistemi e nelle legislazioni nazionali di giustizia penale. Apprezzo profondamente e lodo il lavoro svolto dai numerosi Comitati e gruppi di lavoro del Forum dedicati ai temi più importanti nel campo della giustizia riparativa - come la formazione, i valori e gli standard e la ricerca - e all'avanzamento della giustizia riparativa in campi nuovi e complessi - come il lavoro politico, la violenza di genere, le città riparative, la giustizia riparativa ambientale, la giustizia riparativa con le istituzioni. Desidero inoltre esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto con gli studenti, gli studenti post-laurea, i comuni, le istituzioni e in particolare le strutture carcerarie dall'Università di Sassari grazie all'intuizione e alla saggezza del suo Team per le pratiche riparative e all'iniziativa "Tempio Pausania restorative city". Il programma della Conferenza è molto ricco. Riflette la creatività del movimento riparativo, la sua dimensione globale e la sua diversità locale, e la sua attenzione a diversi bisogni di giustizia. In qualità di ministra della Giustizia italiana, però, permettetemi di rivolgere una parola di benvenuto a tutti voi, e in particolare ai molti provenienti dall'estero: il mio più caloroso benvenuto in Italia, il mio più caloroso benvenuto nel campo della giustizia riparativa in Italia, un campo in cui molto sta accadendo proprio in questi giorni, settimane e mesi, grazie a un processo di riforma della giustizia penale che per la prima volta include espressamente un capitolo sulla giustizia riparativa. So che questa conferenza internazionale era inizialmente prevista per il 2020 - e purtroppo, per ragioni note, ha dovuto essere rinviata due volte. Tuttavia, nessun altro momento potrebbe essere più favorevole per questo incontro internazionale».

Sul palco, oltre alla ministra Cartabia, il rettore dell'università di Sassari, i sindaci di Sassari e di Tempio, la professoressa Patrizia Patrizi e i rappresentanti internazionali dell'European Forum for Restorative Justice. Quest'anno partecipano 350 esperti provenienti da 40 paesi. La Conferenza si svolge attraverso seminari, testimonianze di vittime o autori di reato coinvolti nei processi di giustizia riparativa; laboratori; proiezione di lungometraggi; una performance artistica dal vivo; e visite sul campo. Dopo il suo interventoMarta Cartabia ha in programma una visita alla Casa circondariale “Giovanni Bacchiddu” di Bancali.

La mattina di domani la ministra incontrerà a Cagliari i vertici della Corte d’appello e degli uffici giudiziari, insieme ai protagonisti dell’Ufficio per il processo. Subito dopo, all’interno della Casa circondariale “Ettore Scalas” di Uta, la Guardasigilli inaugurerà un laboratorio dedicato al ricondizionamento dei modem di rete e firmerà, insieme al ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao, in collegamento dal carcere di Torino, il memorandum d’intesa del programma “Lavoro carcerario”: un progetto in collaborazione con gli operatori delle telecomunicazioni teso ad aumentare le opportunità professionali dei detenuti nei settori Tlc e Ict e favorirne il reinserimento sociale. L’ultimo appuntamento della Guardasigilli in Sardegna è una visita, sempre nel pomeriggio di venerdì presso la comunità “La Collina”, impegnata nel recupero dei giovani entrati nel circuito penale. l


 

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