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L'assessore Biancareddu: «Milioni per la cultura»

Claudio Zoccheddu
L'assessore Biancareddu: «Milioni per la cultura»

Dopo la polemica l'esponente della giunta Solinas fa il punto sui contributi: «La Regione spende tanto e anche chi si lamenta poi prende i soldi»

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L’intenzione non è quella di fare polemica, anzi. Però sembra che sia arrivato il momento di mettere i puntini sulle “i”. O, meglio, sistemare il giusto numero di zeri alle cifre che la Regione investe sulla cultura. «La nostra è una politica dell’essere, diversa da quella dell’apparire – spiega l’assessore regionale alla Cultura, Andrea Biancareddu – ma deve essere chiaro che diamo il nostro contributo alla cultura senza fare interventi “spot”, che non servono a nessuno».

Sulla polemica nata dalle dichiarazioni dell’assessore regionale al Turismo, Gianni Chessa, che aveva detto di puntare su folk e grandi eventi sportivi perché più appetibili dal punto di vista turistico, Biancareddu preferisce esibirsi in un dribbling da centrocampista: «Non è il caso di alimentare la polemica, anche perché evidentemente molti non conoscono le cifre e non sanno quanto spendiamo per sostenere la cultura che, dal mio punto di vista, funziona anche come attrattore turistico. Finanziando gli spettacoli dal vivo diamo una grande mano anche al settore delle vacanze, mi sembra evidente. Aggiungo un’altra cosa: ci sono persone che si lamentano della Regione e poi, però, ogni anno prendono i soldi».

Le cifre Per dare una dimensione concreta alle sue parole, Biancareddu snocciola le cifre stanziate dal suo assessorato e i settori in cui vengono investite ogni anno: «Stiamo parlando di un patrimonio a cui se dovessimo aggiungere anche i fondi del Pnrr, che chiaramente non fanno parte degli stanziamenti regionali, allora non basterebbe un articolo per completare l’elenco. Faccio due esempi, prima di entrare in quello che finanziamo direttamente come Regione: abbiamo scelto il progetto pilota del comune di Ulassai per inserirlo tra gli interventi finanziati con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei Borghi a rischio abbandono. Arriveranno circa 20 milioni, che si sommano ai 24 destinati alla tutela del patrimonio religioso dell’isola». Per il resto, Biancareddu inizia dalla forma di attività più vicina ai temi del turismo: «La Regione ha finanziato 9 milioni di euro per gli spettacoli del vivo, che poi diventeranno 9,5 fino ad arrivare ai 10 che saranno stanziati nel 2024 – spiega l’assessore –. Ci sono anche i 16,9 milioni che abbiamo scelto di destinare alla cura dei musei gestiti direttamente dagli enti locali, ai siti archeologici e a soggetti come la Fondazione Mont’e Prama. Non ci siamo dimenticati anche delle associazioni che stanno curando il cammino che, lo speriamo, terminerà con l’assegnazione del titolo di “Patrimonio dell’Unesco” alle Domus de janas. Non è molto, è un contributo in legge di circa un milione che, però, ha valenza anche nel discorso turistico». L’elenco di Biancareddu continua: «Un milione ai festival letterari. Il primo esempio che mi viene in mente è quello di Gavoi, che mi sembra valga parecchio anche nel discorso turistico. Poi ci sono i 4 milioni che ogni anno sostengono l’Istituto superiore regionale etnografico di Nuoro, un altro tassello importante nell’offerta turistica dell’isola. Sosteniamo le radio, le tv locali e l’editoria con 2,5 milioni, per le fondazioni culturali abbiamo destinato 1,5 milioni, le scuole civiche di musica ne ricevono 3 mentre ogni anno e 9,2 milioni vanno alle biblioteche ma destiniamo qualcosa anche alla bande musicali, in modo che possano almeno rientrare dalle spese. Sosteniamo anche il teatro e la danza. Al teatro lirico di Cagliari diamo 8 milioni. Senza dimenticare il cinema, perché 4 milioni vanno alla “Sardegna film commission” che, con prodotti come L'Isola di Pietro, Aria Ferma e Il muto di Gallura, ha riservato all’isola un palcoscenico di tutto rispetto».

Un assessorato di troppo A questo punto, verrebbe da chiedersi per quale motivo siano due assessorati ad occuparsi dei finanziamenti e non uno solo. Anche su questo argomento, Biancareddu accenna un dribbling ma questa volta aggiunge anche qualche parola: «Chi è arrivato prima di me ha deciso di scindere le due cose – spiega –. Io credo che la convivenza tra chi mette l’isola in vetrina e chi invece ci mette la sostanza sia possibile. E poi, c’è un altro aspetto che mi interessa particolarmente: noi lavoriamo anche per allungare la stagione turistica, perché molte delle iniziative che sosteniamo non sono prettamente estive e possono fare da leva per convincere i visitatori che l’isola non è solo mare e spiagge. C’è altro, e noi facciamo il possibile per farlo emergere», conclude l’assessore.
 

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