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Economia

Saras beneficia della crisi energetica i conti sorridono

di Giuseppe Centore
Saras beneficia della crisi energetica i conti sorridono

Inatteso addio del Cfo Balsamo

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Cagliari Se ci doveva essere un settore che avrebbe tratto beneficio dall’impennata dei costi energetici e delle materie prime, anche a fronte di un prezzo del petrolio stabile, quello sarebbe stato il settore della raffinazione. E in effetti alla prima verifica nazionale sui conti, si vede come la tempesta perfetta sui prodotti energetici ha avuto solo benefici per la principale società privata di raffinazione nazionale la Saras. La società dei Moratti ha chiuso i primi sei mesi dell'anno con un utile netto di 300,5 milioni di euro, contro una perdita di 70,8 milioni nel primo semestre del 2021. Solo nel secondo trimestre il risultato del gruppo è stato di 287,1 milioni, rispetto a un rosso di 23,8 milioni nello stesso periodo dell'esercizio precedente.

Schizzano i ricavi, perchè si è ricominciato a raffinare petrolio e a vendere i suoi prodotti. E così i ricavi ammontano a 7.699 milioni, il doppio rispetto ad un anno fa, e con la reddività operativa aziendale, che è salita a 520 milioni; lo scorso anno era di fatto ferma a soli a 8,3 milioni.

L'incremento, si spiega dalla società, è da ricondursi prevalentemente al «significativo apprezzamento dei principali prodotti petroliferi e all'incremento del prezzo di vendita dell'energia elettrica rispetto al medesimo periodo dello scorso anno». Va da sè che la posizione finanziaria netta (cioè la differenza tra i debiti e le attività liquide) sia esplosa in pochi mesi, passando in territorio positivo a 64,9 milioni contro una posizione negativa per 453 milioni a fine 2021: tutto merito del secondo trimestre. «Ma questi mesi – ha detto in una nota il presidente del gruppo, Massimo Moratti – è stato caratterizzato da condizioni di mercato estreme che hanno mostrato in tutta la loro gravità anche l'importanza delle energie “tradizionali” e la necessità di una diversificazione delle fonti. Saras, grazie al suo modello di business, la posizione strategica e la versatilità dei propri impianti, ha saputo far fronte alle richieste del mercato, massimizzando le lavorazioni per soddisfare la crescente domanda. I risultati finanziari sono stati di grande soddisfazione, ci hanno infatti consentito in un solo trimestre di ritrovare la storica capacità del nostro business di generare cassa, azzerando la posizione finanziaria ereditata dal periodo del Covid».

Due notizie infine a margine dei conti. La prima è l’uscita della banca d’affari Jp Morgan che ha azzerato la sua quota, che era al 5,2 del capitale. Queste azioni non sono andate ai maggiori azionisti, che hanno mantenuto intatte le loro partecipazioni. La seconda è l’addio del direttore finanziario di Saras Franco Balsamo, da sette anni ai vertici del gruppo. Saras parla di «risoluzione consensuale del rapporto di lavoro». Balsamo aveva sino a ieri uno stock di azioni Saras pari a circa 850mila euro. Lo stesso Balsamo risulta indagato per riciclaggio, falso e frode fiscale dalla Procura di Cagliari per il presunto traffico di petrolio dalle zone controllate dall’Isis in Iraq nel 2016. All’udienza preliminare di ottobre comparirà da privato cittadino.

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