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Elezioni politiche

Maggioritario, tanti pretendenti in Sardegna ma le speranze sono per pochi

Roberto Petretto
Maggioritario, tanti pretendenti in Sardegna ma le speranze sono per pochi

Nei sei collegi uninominali la lotta sembra ristretta ai rappresentanti dei due poli. Le incognite principali dalla tenuta del M5S e dal risultato di Azione-Italia viva

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Sassari Una possibilità di scelta più teorica che pratica: il sistema elettorale lascia gran parte del potere decisionale nelle mani nei partiti e agli elettori viene proposto un piatto precotto di fronte al quale le opzioni sono due: o accettare o passare oltre. Il 25 settembre gli elettori sardi si troveranno di fronte a un pattuglione di 176 candidati. Ma l’elezione dipenderà in gran parte dalle scelte che sono state fatte a monte dalle segreterie politiche. Una miriade di candidati, soprattutto negli uninominali, ha possibilità di essere eletta pari a quelle che quest’anno ha il Cagliari di vincere lo scudetto: zero. I posti potenzialmente utili per un’elezione sono stati studiati a tavolino dai partiti e infatti la lotta per aggiudicarseli è stata durissima. Ecco perché, al di là del democratico diritto di presentarsi agli elettori, la vittoria in questo gioco è un’eventualità possibile solo per poche decine di giocatori.

Camera Il sistema “misto” che cerca di contemperare maggioritario e proporzionale in Sardegna assegnerà sei posti con il primo sistema (in altrettanti collegi tra Camera e Senato) e dieci col secondo (in due collegi regionali).

I collegi che verranno aggiudicati col sistema maggioritario sono quattro per la Camera e due per il Senato. Alla Camera di collegio che comprende le province di Sassari e Olbia dovrebbe vedere una sfida tra il commissario regionale della Lega, Dario Giagoni, e la candidata del centrosinistra Carla Bassu. L’incognita è rappresentata (ma è un discorso valido su tutto il territorio nazionale) dalla tenuta o meno del Movimento 5 stelle. Se riuscirà a sovvertire pronostici e sondaggi, potrebbe nutrire qualche speranza anche Mario Perantoni, parlamentare uscente. Per gli altri, proprio in considerazione del sistema maggioritario, zero speranze.

Situazione identica anche nel collegio Nuoro-Oristano, un territorio dove si mischiano tradizioni opposte: la moderata Oristano e la rossa Nuoro. Sarà ancora così? La sfida sembra comunque tra l’ex parlamentare di Sel, Michele Piras (oggi in quota Pd) e la candidata del centrodestra, la vicesindaca di Ozieri, Barbara Polo (in quota Fdi). Per Emiliano Fenu (uscente del M5S) e per il rappresentante del terzo polo, Stefano Coinu, una missione impossibile.

Nel sud Sardegna una teorica supremazia storia della sinistra potrebbe indurre all’ottimismo Franca Fara. Ma il centrodestra risponde con l’assessore regionale Gianni Lampis. E si sa che il potere logora chi non ce l’ha. Anche il M5S può sperare in un risultato migliore rispetto a altre zone dell’isola, ma prendere un voto in più degli altri sembra molto, molto difficile. Loredana La Barbera comunque ci proverà. Infine Cagliari. Sfida tra big: Andrea Frailis per il centrosinistra e Ugo Cappellacci per il centrodestra. La partita è tra loro due.

Senato In questo caso i collegi sono due: nord e sud. Al nord la scelta è stata sofferta per i due poli principali. Per il centrosinistra l’ha spuntata l’uscente Gavino Manca, per il centrodestra Fdi ha scelto per tutti, portando nell’isola un personaggio dello spessore di Marcello Pera. Al sud sfida tutta femminile nei quattro partiti che più di altri hanno ambizioni di grandezza: Maria Del Zompo per il centrosinistra, Antonella Zedda per il centrodestra, Sabrina Licheri per il M5S e Claudia Medda per il Terzo polo.
 

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