Il sindaco di Arzachena sul turismo: "In futuro difficile reggere questo carico di persone"
Il parere di Ragnedda sul “modello Sardegna”: «No al numero chiuso, ma così sono a rischio i servizi di qualità»
Arzachena Non si fa contagiare dalla lettura di pancia dei numeri record del turismo. Un milione di arrivi nei primi venti giorni di agosto. 1,2 milioni di presenze a luglio. Con approccio lucido analizza un boom che se ripetuto, manderebbe in crash la Gallura, su cui gravita la metà di quella marea umana in costume e infradito sbarcata da aerei e navi. Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, va oltre le cifre che gonfiano il petto di chi sa di essere il top. «Dobbiamo domandarci di che tipo di turisti parliamo. Quanto un territorio come la Gallura, con cronici problemi di viabilità e sanità, possa tollerare il ripetersi di performance di questo tipo. E se quei numeri avrebbero garantito le stesse ricadute economiche se dimezzati, ma con un turismo di qualità».
Numero chiuso Ragnedda va cauto con l’uso del numero chiuso come farmaco miracoloso contro l’indigestione di turisti. «Alla base ci devono essere valutazioni scientifiche perché può essere un’arma a doppio taglio – dice –. Certo ci sono territori sensibili dal punto di vista ambientale che meritano attenzione. Il numero chiuso tout court però non mi piace. Parlerei più di numeri contingentati in cambio di servizi di alta qualità, a pagamento, risorse da reinvestire per migliorare l’offerta. Nella filosofia e nel futuro di una destinazione turistica come la nostra i servizi devono essere elevati e vanno fatti pagare. E quello rappresenta già uno spartiacque, determina una fisiologica contrazione dei visitatori. I numeri a mio avviso non vanno visti in termini quantitativi ma vanno analizzati per vedere se, le ricadute che ad esempio 100mila persone portano in un territorio si sarebbero potute garantire con 50mila, ma di qualità».
I nodi sanità e viabilità Il sindaco ovviamente è orgoglioso che ancora una volta Costa Smeralda e Gallura siano la destinazione top della vacanza sarda. «Ma la Gallura vive criticità croniche, da troppo tempo dimenticate, emerse in tutta la loro potenza quest’estate. Dobbiamo domandarci se un carico antropico del genere sia tollerabile in futuro, soprattutto se concentrato in pochi mesi. Probabilmente no. Anche perché poi non si riescono a erogare i servizi con la qualità che questo territorio deve offrire. Penso a viabilità e sanità. Non si può fare turismo senza presidi medici. Non si può continuare a fare una suddivisione ideologica tra servizi sanitari territoriali e ospedalieri perché d’estate sono le facce della stessa medaglia. Il 70% degli accessi al Pronto soccorso potrebbe essere gestito dalle guardie mediche turistiche se ci fosse una rete capillare, invece di gravare sulla situazione già difficile di Olbia».
Moda o scelta ponderata Sui numeri Ragnedda fa anche un’altra riflessione. «Dobbiamo capire se verranno confermati. Sicuramente il 2022 è un anno particolare, è l’anno della ripresa ed è un dato incontrovertibile che Arzachena e la Costa Smeralda abbiano riabbracciato turisti che non vedevano da tempo. La mancanza dei russi, per la nota situazione bellica è stata compensata dall’arrivo di americani, arabi, italiani. Una quota diventerà stabile anche in futuro, un’altra magari è più legata alla moda del momento. Di sicuro però questi numeri ci impongono delle riflessioni. I nodi della Gallura vanno affrontati una volta per tutte. Ci si vuole rendere conto che la Gallura è il motore trainante della regione sarda? Si vuole accettare che in questo lembo di terra arrivano da tutta la Sardegna per lavorare, per mettere su famiglia, e che qui arrivano turisti da tutto il mondo e imprenditori che vogliono investire? Ma se non ci sono strade, se ci sono servizi sanitari approssimativi, parliamo di qualcosa che viene gestito alla bene e meglio. I Comuni quest’estate hanno sputato sangue per garantire raccolta dei rifiuti, acqua, fogna. Ma non possiamo far arrivare le persone e poi non consentire loro di fruire del territorio nelle cose basilari». Un esempio concreto. Nella prima settimana di agosto ad Arzachena sono state registrate 140mila persone. 10 volte tanto rispetto alla popolazione ordinaria. Senza considerare i giornalieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
