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Turismo

Boom di presenze in Sardegna, Chessa chiede unità: «Programmiamo insieme il futuro»

Claudio Zoccheddu
Boom di presenze in Sardegna, Chessa chiede unità: «Programmiamo insieme il futuro»

L’assessore annuncia la data del primo incontro. «Il 29 settembre gli Stati Generali del turismo»

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Sassari La ricetta comprende una serie di ingredienti che verranno presentati agli Stati Generali del turismo, che l’assessore regionale Gianni Chessa convocherà il 29 settembre, e amalgamati tra loro con l’obiettivo di mettere a fuoco il futuro prossimo dell’industria turistica isolana, con un 2023 che già spaventa per colpa dell’aumento del prezzo dell’energia e dei carburanti. Intanto, Chessa si rivolge direttamente ai sindaci e agli operatori turistici chiedendo di evitare le fughe in avanti dei singoli e di iniziare a ragionare sul turismo nell’isola come un sistema unico che possa anche sopportare l’onda d’urto del boom delle presenze turistiche. In ballo c’è il 12 per cento del Pil isolano, quelloche deriva dai quattro mesi di turismo estivo e che nella speranza di tutti dovrebbe crescere, come valore percentuale e come numero di mesi di riferimento. Nessun diktat però, a parte un certo fastido per i numeri chiusi: «Che non mi piacciono e che non credo possano essere la soluzione, meglio regolamentare con attenzione tutti i servizi, che è una cosa diversa», dice Chessa.

I piani della Regione «In questi giorni ho visitato diverse zone dell’isola e ho chiaramente percepito il gran numero di presenze turistiche – spiega l’assessore Chessa –. In questo periodo abbiamo iniziato un grande recupero rispetto ai passaggi a vuoto degli anni scorsi, a causa della pandemia, ma contemporaneamente sono emerse criticità che sono sotto gli occhi di tutti ma che certamente non si risolveranno con il tam tam di ogni Comune preoccupato dall’eccessivo numero di turisti. Questa scelta potrebbe avere effetti collaterali pericolosi per tutto il sistema». Poi, l’invito: «Chiedo ai sindaci di evitare esternazioni cherischiano di essere interpretate male, non facciamo credere ai turisti che le nostre difficoltà siano più grosse di quello che sono, ptrebbero scappare.– aggiunge l’assessore –. Regolamentiamo i servizi con in Comuni, facciamo sistema senza che alcuni corrano da soli. Non servono regole diverse per ogni Comune, i turisti hanno bisogno di certezze e di regole accessibili. Per questo dico che gli amministratori locali e gli operatori turistici dovranno sedersi attorno ad un tavolo per condividere tutto, cose positive e criticità, a disposizione della programmazione per il 2023, che sarà un anno di grande difficoltà caratterizzato dal caro bollette e dal conseguente aumento dei costi dei servizi che causeranno problemi a tutti con il rischio che le vacanze vengano sacrificate per salvare i bilanci familiari. Ne parlermo agli stati generali del turismo, che potrebbero essere convocati giovedì 29 settembre, quando insieme a sindaci e operatori inizieramo a lavorare in vista del prossimo anno. Lo spunto è capire quali crticiticà sono venute fuori dalla grande crescita del movimento turistico nell’isola». Chiaramente, i temi che finiranno per animare il dibattito non sono troppo distanti da quelli segnalati dai sindaci alla Nuova Sardegna nei giorni scorsi: nettezza urbana sottodimensionata, servizi sanitari insufficienti ed eccessiva pressione antropica sull’ambiente, spesso delicatissimo: «Non possiamo permetterci di scarificare il nostro ambiente, che ci rende una destinazione unica al mondo ma allo stesso tempo dovremo lavorare per contrastare i nostri competitor che ci vogliono portar via i turisti– continua Gianni Chessa –. Come Regione ci stiamo stiamo sforzando per fare promozione in tutto il mondo. Questo lavoro e questi investimenti hanno prodotto un’affluenza turistica che non è eccessiva ma che deve essere governata con più efficienza. Dovremo affrontare anche i temi del sommerso dell’indutrsia turistica, un probelma gravoso. Chi lavora in nero si sottrae all’Erario ma a noi quesi soldi servono per dare servizi. Dobbiamo diventare una regione sostenibile e accogliente tutto l’anno, a prezzi calmierati. Per questo dovremo discutere anche di come destinare i proventi delle tasse di soggiorno e di quelle di sbarco per essere pronti in largo anticipo al 2023», conclude Chessa.

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