Grande distribuzione verso il profondo rosso, i conti non tornano più
Franco Fois (Insieme srl, supermercati a marchio Conad) «Bollette quadruplicate, migliaia di lavoratori a rischio»
Sassari Bollette che crescono in maniera esponenziale, conti impazziti e prospettive ancora più preoccupanti per i prossimi mesi. Anche la grande distribuzione tira la cinghia e si trova alle prese con conti che già ora non tornano ma che rischiano entro breve termine di “saltare in aria”. «No, i conti non tornano affatto e siamo seriamente preoccupati», scuote la testa Franco Fois, presidente della Insieme Srl, che opera nel settore della Gdo e gestisce diversi punti vendita a insegna Conad tra Nuoro e Olbia. Circa 400 dipendenti, una realtà consolidata nel territorio e un presidente che è stato tra i primi a contattare la nostra redazione per segnalare un problema che riguarda cittadini comuni e imprese grandi e piccole.
«Visti i chiari di luna e le prime bollette più alte della media – racconta Fois – già dall’inizio dell’anno abbiamo messo previsto di mettere a budget un raddoppio dei costi energetici per i nostri negozi. In realtà abbiamo scoperto che la realtà delle ultime due bollette gli ha trasferito un dato che ha superato di tre volte il costo preventivato. La bolletta di luglio è stata addirittura più del quadruplo rispetto a quella riferita allo stesso periodo del 2021».
Tra i punti vendita gestiti dalla Insieme, che vanno da Nuoro a Macomer, da Ottana a Olbia, c’è lo Spazio Conad di Sa Marinedda, ovvero l’ex Auchan: «Questo supermercato – spiega Fois – pagava 41mila euro di bolletta, ora si trova a doverne pagare 172mila. A Ottana siamo passati da 2.303 a 10.270, in viale Europa a Nuoro da 6.423 a 27.764, e sono due punti vendita abbastanza piccoli. Prima il costo dell’energia incideva per circa l’1,5% del fatturato. Nel primo semestre 2022 siamo al 3,2% e tendenzialmente si potrebbe arrivare ad un’insostenibile soglia del 5%. Con certi margini non possono stare in piedi i conti di nessuna delle imprese della Gdo. È giusto che tutti lo sappiano, a iniziare dai nostri politici che si accingono a guidare un paese ormai malato. Il governo ci deve considerare un settore energivoro a tutti gli effetti, cosa che al momento non avviene: i consumi sono alti, e in estate crescono ulteriormente. Non possiamo più ignorare la centralità dei punti di vendita all’interno del tessuto economico e sociale del Paese, la grande distribuzione moderna rappresenta un sostegno occupazionale per almeno 500 mila famiglie, più l’indotto».
Ora potrebbe arrivare un’ulteriore stangata, cosa sostanzialmente certa, ma la preoccupazione va anche sul medio periodo. «Ha detto bene chi ha descritto la situazione come “montagne russe”. Sino a qualche mese fa i costi erano costanti, intorno ai 50 euro per megawattora. Ora è impossibile pianificare un conto economico per il futuro, perché se anche si prevede un raddoppio, come già avvenuto, poi la crescita diventa in realtà esponenziale. Ripeto, non è sostenibile per nessuno».
Infine una riflessione sulle possibili soluzioni. «A mio avviso servono interventi di tipo strutturale e duraturo, perché uno sconto o un’agevolazione non cambiano le carte in tavola. Oggi – prosegue Franco Fois – emerge che in Italia il mercato rinnovabili copre il 40%, ma il costo dell’energia prodotta con le rinnovabili per l’utente è uguale. La differenza è che chi la produce lucra di più, è sufficiente vedere gli utili di queste aziende. La Sardegna è saccheggiata da tutti con fotovoltaico ed eolico, abbiamo sulla nostra terra ettari di pale e pannelli, ma l’energia per noi ha lo stesso costo. Se la producessimo noi ne avremmo abbastanza per essere indipendenti e a un prezzo calmierato. Invece la diamo a terzi, che fanno utili impressionanti, e noi siamo in questa situazione drammatica».
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