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Prima campanella nell’isola, tutti in aula senza mascherina

Prima campanella nell’isola, tutti in aula senza mascherina

Sveglia presto per 187 mila ragazzi sardi e 30mila tra docenti e bidelli. Risolto il problema dei supplenti: si riparte con tutti i posti coperti

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Sassari Sorrisi e abbracci, grembiuli bianchi, rosa e azzurri, zainetti in spalla e tanta voglia di normalità. Questa mattina sveglia presto per 187mila ragazzi sardi. Alle 8,30 (qualcuno anche prima) rientreranno in aula per il primo giorno di un anno scolastico che sarà e essere quello della svolta dopo le difficoltà dovute alla pandemia. Da oggi studenti e docenti ritorneranno in classe senza mascherina, anche se non sarà vietato indossare dispositivi di protezione individuale. Non ci sarà più l'obbligo di misurare la febbre e solo i positivi al Covid (purtroppo il virus non ha smesso di girare) dovranno restare in “quarantena” a casa. Per loro non è più prevista la dad. Si potrà entrare a scuola anche con sintomi influenzali leggeri, ma in questo caso sarà obbligatorio l’uso della mascherina.

Le altre novità non sono altrettanto positive. Si ricomincia con i problemi di sempre: classi accorpate per il calo del numero degli iscritti, supplenti da nominare o appena nominati, strutture che mostrano i segni dell’età, spazi all’aperto e palestre che restano, nella gran parte dei casi, nel libro dei sogni. Problemi vecchi che però, almeno per oggi, passeranno in secondo piano. Oggi è il giorno dei sorrisi, della voglia di rivedere i compagni, di raccontare alle maestre come sono andate le vacanze, di riscoprire che si possono condividere spazi fisici, passioni ed emozioni.

Supplenti. Intanto un primo problema sembra risolto «Tutti i seimila supplenti hanno preso servizio in Sardegna». Lo ha detto il direttore dell'Ufficio scolastico regionale descrivendo la situazione del corpo docente al primo suono delle campanelle. «Abbiamo pubblicato tutto il movimento delle supplenze nei nostri quattro uffici scolastici provinciali – ha spigato Francesco Feliziani –. Tutto è stato completato e tutti hanno preso servizio». Il corpo docente nell'isola è composto da 21.200 insegnanti di "posto comune" e 3.500 di sostegno. «Per quanto riguarda i docenti di ruolo abbiamo 2.700 posti scoperti, 1.100 verranno coperti con emissioni in ruolo diretto o supplenze in ruolo, tutto personale che dopo un anno di prova entrerà a tempo indeterminato. Entro la fine dell'anno ne entreranno altri 500 dal concorso straordinario».

I numeri nell’isola la popolazione studentesca non raggiunge, ormai da anni, i 200mila ragazzi. «Considerando che ci sono circa settemila tra dirigenti e personale Ata – ha concluso Feliziani – vuol dire che per circa 187mila studenti abbiamo 30mila persone che lavorando a tempo indeterminato. Per la Sardegna la scuola è una vera industria». Quest’anno al via ci saranno circa 5mila ragazzi in meno rispetto allo scorso anno. Cifrea che raggiunge i 15mila negli ultimi 5 anni. I decrementi maggiori si registrano i nella scuola dell'infanzia (-13.83%) e nella scuola primaria (-12.03%). Per quanto concerne la scuola secondaria di secondo grado, il decremento rispetto allo scorso anno è del 2,20%. Gli studenti sardi confermano anche per il 2022/2023 che il percorso di studi preferito è quello dei licei seguito dalle iscrizioni negli Istituti tecnici e nei professionali. Il tasso di dispersione resta ttra i più alti d’Italia con un 13,2% di ragazzi che non raggiunge le competenze per proseguire gli studi all’università o per cercare un lavoto.

L’ottimismo della Regione. «In un mondo in continua evoluzione, caratterizzato da una forte spinta tecnologica, lo studio rappresenta lo strumento migliore per andare incontro alle sfide future».Queste le parole di auguri rivolte ai ragazzi dal presidente della giunta regiomnale Christian Solinas. «La Sardegna oggi più che mai ha bisogno del vostro genuino entusiasmo e della vostra sete di conoscenza e sapere». (a.l.)

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